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Il grido silenzioso



 

La missione non è protesta
 di Piero Gheddo

[Da "L'Adige", 24 aprile 2002]

Ringrazio Pierangelo Giovanetti per la mia intervista pubblicata il 21 aprile scorso (1). Vorrei solo precisare alcuni punti:

1) Non avrei parlato di padre Zanotelli, se il giorno precedente egli non mi avesse attaccato su "L’Adige" (2) in modo piuttosto pesante, senza che io abbia mai parlato di lui in articoli o conferenze; e se Giovanetti non mi avesse chiesto cosa penso delle accuse rivoltemi.

Inoltre, il termine "cattocomunista" uscito nella conversazione sarebbe stato meglio non riportarlo, come auspicavo. I giornali, specie nei titoli, esagerano per farsi leggere: anche il titolo in prima pagina "Gheddo attacca Zanotelli" lo rifiuto radicalmente. L’intervista era su quanto avrei detto il pomeriggio nell’auditorium del Collegio vescovile, dove non ho nemmeno nominato Zanotelli.

2) Con Giovanetti ho parlato un’ora e capisco che non si poteva pubblicare tutto. Vorrei aggiungere due cose. Primo, quel che mi spiace, nei discorsi di Zanotelli, è che non parla mai di Gesù Cristo e della Chiesa. E quando parla della Chiesa, dice che è "berlusconizzata" o, come ha fatto a Milano, grida: "Giovani, non sposatevi in chiesa, c’è troppo lusso; sposatevi in Comune"... Una domanda: i missionari Comboniani, che ho visitato in più di dieci paesi (Sudan, Etiopia, Eritrea, Uganda, Mozambico, Ciad, Sud Africa... Perù, Messico, Ecuador, Brasile...), cosa vanno a fare in missione? Ad annunziare Gesù Cristo ed a fondare la Chiesa, che come ho dimostato porta sviluppo umano, anche economico e sociale. Perché Alex non ne parla mai?

3) Sul merito di quanto mi divide da Zanotelli ho parlato ampiamente nel volume presentato a Trento: "Davide e Golia - I cattolici e la sfida della globalizzazione" (San Paolo). Voglio precisare che non ho nulla contro le campagne che condannano le multinazionali, la vendita delle armi, il debito estero: sono problemi veri, ma se assolutizzati (come succede molto spesso) sviano l’attenzione da quella che è la vera radice del sottosviluppo specie africano: culturale-educativa e, se vogliamo andare più a fondo, anche religiosa. In Africa (e in buona parte dell’America Latina) la scuola è del tutto trascurata, in Asia molto meno! Perché non si protesta contro questo? Maritain diceva che la radice della cultura e del cammino storico di un popolo sta nell’idea che quel popolo si fa di Dio, da cui deriva l’idea che si fa dell’uomo, della donna, dell’umanità, della natura, della storia, del lavoro, ecc... Gli studiosi di civiltà parlano di "civiltà cicliche" (che guardano al passato) e di "civiltà progressiste" (che guardano al futuro).

Tutte le religioni hanno dei valori e sono degne di rispetto, ma noi crediamo che Dio si è rivelato pienamente solo in Gesù Cristo. La missione della Chiesa è fondata su questa fede o no? Altrimenti sarebbe inutile portare il Vangelo ai popoli: varrebbe la pena di restare in Italia a combattere le multinazionali... e Berlusconi. Non capisco perché, anche in campo cattolico, quando si parla di sviluppo e sottosviluppo si dimentica quanto dice Paolo VI nel capitolo II della "Populorum Progressio" (1967) su "La Chiesa e lo sviluppo" (e la "Visione cristiana dello sviluppo"); e Giovanni Paolo II nella "Redemptoris Missio" (1991) ai numeri 58-59-60. Ma i testi da citare sarebbero tanti, compreso quello dei vescovi latino-americani a Puebla (1979): "Il miglior servizio al fratello è l’evangelizzazione, che lo dispone a realizzarsi come figlio di Dio, lo libera dalle ingiustizie e lo promuove integralmente" (n. 3760).

Sono parole basate sull’esperienza dei missionari e delle giovani Chiese. Perché si ignorano per ridurre tutto al problema economico? Perché prevale la protesta, la denunzia, invece di proporre soluzioni alternative che coinvolgano la gente comune? Troppo facile protestare contro le multinazionali e la vendita di armi: non costano nulla. Ma proviamo a chiedere ai giovani di rinunziare al superfluo (ad esempio alle discoteche), di dare un anno o due della propria vita ai poveri dell’Africa (nel 1985 c’erano in Africa 1800 volontari laici, oggi meno di 400!). Dobbiamo educare i giovani a questi grandi ideali, sul modello di Cristo e dei missionari: dare la vita per gli altri! La protesta non costruisce nulla: al massimo conquista la prima pagina dei giornali.

PIERO GHEDDO, missionario del PIME, Milano

© L’Adige

(1) Cfr. Pierangelo Giovanetti, Zanotelli? Un cattocomunista, in L’Adige, 21 aprile 2002, http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=989

(2) Cfr. Idem, Alex contro la Chiesa del potere, in L’Adige, 20 aprile 2002, http://www.geocities.com/lupo_nella_foresta/zanotelli01.htm

 


 
   

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