Link utili



 

   

Cerca in Totus Tuus


 

   

Il grido silenzioso



 

I papi, custodi della libertà
 di Rino Cammilleri

Nei secoli passati, l’azione della Chiesa impedì più volte che l’Italia diventasse un’appendice della Germania o una colonia islamica. In Inghilterra, invece, dove il potere era tutto concentrato nelle mani del sovrano si arrivò allo scisma e all’atteggiamento antieuropeo di oggi. E in Francia, dove il re era signore assoluto, i giacobini ebbero gioco facile spianando così la strada all’ascesa di Napoleone.

[Da "Libero settimanale", 25 settembre 2000]

Uno degli storici "revisionisti" più bersagliati dalle vestali dell’Antico Regime (naturalmente, non mi riferisco all’Ancien Régime , che era cosa molto più seria) in tutta Europa è Ernst Nolte, al quale va tutta la nostra simpatia. Gli è stato attribuito di recente il premio «Konrad Adenauer» per la ricerca storica, e la cosa ha suscitato il solito vespaio di polemiche. Sì, perchè le sinistre europee danno il Nobel a Dario Fo e il Nastro Verde a Sharon Stone: questa sì, che è cultura, mica quella di un Nolte qualsiasi. Sembra di essere all’asilo (ma le cose sono deplorevolmente più tragiche): le sinistre vogliono comandare, vogliono stabilire a chi vanno i premi, chi ha diritto di parlare e chi no; tra quelli che hanno diritto di parola, ovviamente, solo le sinistre decidono cosa possono dire e cosa no. E così via. All’asilo, il gruppetto dei bulletti prepotenti verrebbe preso a scapaccioni dalla suora e messo dietro la lavagna col berretto d’asino in testa. Oppure, verrebbe costretto a scrivere cento volte: "Sarò buono". Invece, quando i prepotenti si muovono nel mondo degli adulti, solo il Padreterno può castigarli. Se di solito non lo fa è perchè ha speranza che, prima o poi, crescano e smettano di fare i bimbetti capricciosi. Comunque, siamo certi che il Maestro alla fine ritirerà loro il compito e lo giudicherà: sufficiente o insufficiente. E non si ripara a settembre. Probabilmente, nel giorno del giudizio essi si appelleranno alle loro Costituzioni, scoprendo tragicamente che al Maestro non gliene può importare meno. Magari accamperanno la giustificazione che loro al giudizio finale non hanno mai creduto. Ma forse una cosa cessa di esistere solo perchè qualcuno non ci crede? Dicevamo di Ernst Nolte. Intervistato sul tema del futuro dell’Europa dal giornalista Massimo De Angelis (Avvenire del 23 luglio scorso), ha espresso una opinione veramente rimarchevole. Richiesto se condividesse l’ipotesi prospettata dal ministro degli esteri tedesco, Joshka Fischer, di un’Europa federale giudata da un presidente eletto direttamente dal popolo, così ha risposto: "Quel presidente assomiglierebbe molto agli imperatori tedeschi del Medioevo e dell’inizio dell’età moderna, i quali non riuscirono mai durevolmente ad andare oltre un ruolo di sovrano nominale. Aggiungo solo che se a quegli imperatori fosse viceversa riuscito di realizzare una graduale concentrazione del potere, come è successo ai re di Francia e Inghilterra, l’Europa di oggi sarebbe probabilmente un Impero tedesco". Questa affermazione è degna di ogni attenzione, dal momento che è proferita da uno storico laico. Riecheggia, in qualche modo, il pensiero di Ludovico Antonio Muratori, l’illuminista settecentesco autore dei monumentali Annales (forse una delle opere storiche più importanti di tutti i tempi). Il Muratori, sebbene appunto illuminista, riconobbe al papato il merito di avere impedito all’Italia di diventare un’appendice dell’Impero tedesco. Per l’esattezza, le leghe che continuamente lo Stato della Chiesa promuoveva servirono ad evitare che l’Italia del Nord diventasse la Südmark germanica, e il meridione un califfato islamico. Ma più pericolosa - anche perchè meno facilmente identificabile come tale - era la minaccia nordica. La lunghissima Lotta per le Investiture, il braccio di ferro che oppose i papi agli imperatori, tolse per sempre ogni velleità statolatrica all’Impero (velleità che emergeva ogni volta che un imperatore più ambizioso degli altri si sentiva sufficientemente forte per tentare il colpaccio). Ci provò il Barbarossa, e finì scomunicato e battuto a Legnano. Ci provò suo nipote Federico II, e la sua fu forse la minaccia più grave: re di Sicilia e poi Imperatore, aveva tutta la penisola praticamente in mano. Ma incontrò sul suo cammino i papi. La vicenda di Enrico IV, infine, è troppo nota perchè vi accenniamo. Ma è interessante notare che Machiavelli, considerato il fondatore della moderna scienza politica, pur non avendo alcuna simpatia per il papato e il potere temporale dedicò il suo spregiudicato Principe a Cesare Borgia, l’unico signore che, a un certo punto, fu davvero lì lì per unificare politicamente l’italia sotto lo scettro di un italiano. E tutti sanno che Cesare Borgia era figlio del papa Alessandro VI. Costui era spagnolo, Rodrigo de Borja, ma sempre si comportò da papa e da italiano ("...onde Cristo è romano", dice Dante). Fu lui a ispirare e sostenere il disegno del figlio, quel disegno che incontrò il plauso di Machiavelli. Il progetto, com’è noto, fallì. Ma è singolare dover riconoscere che i guardiani dell’indipendenza italiana furono sempre i papi (cosa che contraddice in pieno la vulgata risorgimentale). Vediamo, per converso, quel che accadde nelle due nazioni citate da Nolte, Francia e Inghilterra, dove la concentrazione del potere riuscì. In Inghilterra, il tentativo della Chiesa di fermare tale concentrazione si scontrò con Enrico II il Plantageneto, che fece uccidere l’arcivescovo di Canterbury, Thomas Becket. Da lì fu facile arrivare a Enrico VIII e allo scisma. Da quel momento la politica inglese fu sempre antieuropea, come è risaputo. In Francia, i giacobini trovarono le cose già fatte dall’assolutismo regio. Tutto era già, e da un pezzo, nelle mani del re. Bastò decapitarlo. Per poi procedere contro, ancora, la Chiesa. Senza i giacobini, non ci sarebbe stato un Napoleone, con tutto quel che seguì. La si giri come si vuole, ma uno sguardo non fazioso sull’intera storia europea mostrerà che fu la Chiesa a far sorgere il Sacro Romano Impero, e fu sempre la Chiesa a tenerlo a bada. Così come dovette tener testa a ben altri imperi, come la storia degli ultimi due secoli ha tragicamente evidenziato. Una curiosità significativa. Nel Medioevo i re cristiani erano formalmente sottomessi all’imperatore; ma quando, per esempio, quest’ultimo si recava in visita al re di Francia, si svolgeva una singolare cerimonia: il re francese andava a ricevere l’augusto ospite al confine, poi i due cavalcavano fianco a fianco fino alla capitale. All’imperatore veniva fatto montare un cavallo nero, mentre il re di Francia saliva su uno bianco, simbolo di indipendenza.

© Libero settimanale

 


 
   

Links Correlati

· Inoltre «Tu es Petrus»: il Magistero del Papa
· News by yalan


Articolo più letto relativo a «Tu es Petrus»: il Magistero del Papa:
Per salvarsi e salvare il mondo

 

   

Valutazione Articolo

Punteggio Medio: 5
Voti: 1


Dai un voto a questo articolo:

Eccellente
Ottimo
Buono
Sufficiente
Insufficiente

 

   

Opzioni


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 

 

 
Totus Tuus Banner Exchange
Totus Tuus Banner Exchange


Iscriviti alla mailing list degli aggiornamenti del sito spedendo una mail
senza oggetto a questo indirizzo: leggendanera-subscribe@yahoogroups.com



Vai a Totus tuus



Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, si dichiara che questo sito non rientra nella categoria
di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.
Il materiale riportato nel sito www.kattoliko.it/leggendanera è pubblicato senza fini di lucro e a scopo di fini di studio,
commento, didattici e di ricerca. Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse.








banner 140x126

Engine WL-Nuke - Powered by WebElite