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Il grido silenzioso



 

E il Verbo si è fatto Carne...
 di Enrico Salomi

L’Eucaristia è il Corpo di Cristo. A Lanciano si è avuta una conferma miracolosa. Pane e vino consacrati tramutati in vera Carne e in vero Sangue. Il miracolo studiato anche dalla scienza.

[Da "Il Timone" n. 3, Settembre/Ottobre 1999] 

Tutto ha avuto inizio nella piccola chiesa di san Legonziano, a Lanciano, vicino a Chieti. Siamo intorno all’anno 750, è appena stata arrestata l’avanzata degli Arabi in Europa, i Longobardi occupano Ravenna e da una ventina d’anni è iniziato il regno temporale della Chiesa. Un sacerdote di cui non conosciamo il nome, appartenente ad un piccolo gruppo di monaci greci Basiliani, probabilmente immigrato in Italia a causa delle feroci lotte iconoclaste (la lotta contro il culto delle immagini sacre, scatenata in Oriente al tempo del1’imperatore Leone III l’Isaurico) stava celebrando la Santa Messa in rito latino. Al momento della consacrazione, il pane si trasforma in carne viva e il vino diventa sangue vivo.
Nello stupore generale, il monaco mostra immediatamente ai fedeli la prodigiosa trasformazione. E` questo il primo e più grande dei miracoli eucaristici conosciuti nel mondo. Se ne sono contati, secondo la videocassetta "È la presenza... I miracoli esistono ancora", edita da Vocepiù, ben 132, dei quali 69 soltanto in Italia. L’ultimo sarebbe avvenuto durante questo secolo in Cina, ma essi sarebbero tuttora diffusi nel mondo, anche a Fatima e a Lourdes, sebbene non ancora riconosciuti ufficialmente dalla Chiesa. I Frati Minori Conventuali custodiscono il "miracolo" (d’ora in avanti lo definiremo così) dal 1252, per volere del vescovo di Chieti, Landulfo. Prima di loro, la custodia era affidata ai Basiliani e poi ai Benedettini. Attualmente, il miracolo è visibile presso la chiesa di San Francesco. Quali sono le caratteristiche di questo miracolo?
La grande ostia rotonda diventata carne è conservata in un ostensorio d’argento finemente lavorato: è bruna, ma assume un colore rosato se osservata in trasparenza. Il pezzo di carne mostra una grossa apertura al centro, perché i monaci che lo custodivano lo inchiodarono ai bordi con 14 piccoli chiodi, in quanto tendeva a restringersi, provocando così la lacerazione. Il vino tramutato in sangue è contenuto in un calice di cristallo ed è raggrumato in cinque globuli di diversa grandezza. Questi cinque grumi sono stati pesati nel 1574 dall’arcivescovo Rodriguez, alla presenza delle autorità civili, le quali constatarono che il peso di ogni singolo grumo equivaleva esattamente al peso totale di tutti e cinque. Il peso della parte e del tutto coincidevano. Prodigio nel prodigio, che sembra confermare quella verità di fede cattolica secondo la quale Cristo è tutto presente tanto nell’ostia intera quanto nei suoi frammenti. Da allora i globuli non vennero mai più pesati, né singolarmente né tutti insieme, come ci dicono i Frati Conventuali Minori che custodiscono il "miracolo".

I documenti

Nel 1970, i Francescani decidono di fare analizzare dalla scienza moderna il miracolo. Era oramai giunto il momento di fugare ogni ombra di dubbio e di lasciare spazio alle analisi oggettive. Le indagini, svolte nel biennio 1970-1 e poi riprese nel 1981, vengono affidate al professore Odoardo Linoli, libero docente in Anatomia e Istologia Patologica e in Chimica e Microscopia Clinica, coadiuvato dal professore Ruggero Bertelli dell’Università di Siena. Il referto, arricchito da alcune fotografie al microscopio, è a dir poco sensazionale: il liquido raggrumato nel calice di cristallo è vero sangue umano e i frammenti contenuti nell’ostensorio risultano essere tessuti organici umani, per la precisione un cuore umano completo. "Nella carne - recita il referto medico - sono presenti, in sezione, il miocardio, l’endocardio, il nervo vago e, per il rilevante spessore del miocardio, il ventricolo cardiaco sinistro". Si comprende cosi perché i monaci utilizzarono i chiodini: per tentare di fermare quella contrazione tipica del rigor mortis alla quale il cuore, essendo un muscolo, andava incontro. Dunque, nel 750, il cuore miracolosamente comparso tra le mani di quel monaco incredulo non poteva che essere vivo! Prosegue il professor Linoli: "Nel sangue sono state ritrovate le proteine normalmente frazionate con i rapporti percentuali quali si hanno nel quadro siero-proteico del sangue fresco normale. Sono stati anche ritrovati i seguenti minerali: cloruro, fosforo, magnesio, potassio, sodio e calcio". Non dimentichiamo che per dodici secoli la carne ed il sangue sono rimasti esposti allo stato naturale, senza nessuna mummificazione o conservazione, soggetti all’azione di agenti atmosferici, fisici e biologici. Eppure - fatto assolutamente inspiegabile dal punto di vista scientifico - conservano le stesse caratteristiche di elementi organici prelevati da un essere umano vivo. E ancora: "Il cuore e il sangue presentano lo stesso gruppo sanguigno AB (lo stesso emogruppo che il professor Baima Bollone ha identificato nella Sacra Sindone, ndr), appartengono cioè a1lo stesso gruppo umano". La scienza sembra dunque confermare l’autenticità del miracolo eucaristico di Lanciano: "Non avrei mai creduto di vedere in quei frammenti organici di dodici secoli fa quello che ho visto - ha affermato il professor Linoli in una dichiarazione ripresa dal mensile 30 Giorni -. La scienza di fronte a simili inspiegabili motivi si arrende e nell’arrendersi non può che confermare".

Noi crediamo

Un miracolo è un intervento dell’Assoluto nella vita di tutti i giorni per rafforzare, per puntellare la fede di chi crede e per sollecitare gli increduli alla conversione. Anche in questo caso, il miracolo eucaristico di Lanciano sembra essere avvenuto con uno scopo preciso. Il monaco basiliano che stava celebrando la Santa Messa e nelle cui mani si compì la trasformazione era, come riporta un documento redatto nel 1631 da un anonimo, "non ben fermo nella fede, letterato nelle scienze del mondo, ma ignorante in quelle di Dio". Egli "andava di giorno in giorno dubitando se nell’ostia consacrata vi fosse il vero Corpo di Cristo e cosi nel vino vi fosse il Sangue. Tuttavia, non abbandonato dalla divina grazia del continuo orare, costantemente pregava Dio che gli togliesse dal cuore questa piaga che gl’andava avvelenando l’anima. Quando il benignissimo Iddio, Padre di misericordia e d’ogni nostra consolazione, si compiacque levarlo da si oscura caligine, facendogli quell’istessa grazia che già comparì all’apostolo Tommaso". Anche con il prodigio del 1574, secondo cui "la carne è ancora intiera et il sangue diviso in cinque parti disuguali che tanto pesano tutte unite quanto ciascuna separata", come si legge in una epigrafe all’interno della chiesa, sembra che Dio abbia voluto dare un segno della sua "presenza reale" nel pane e nel vino consacrati, undici anni dopo la fine del Concilio di Trento, che aveva ribadito, a fronte della contestazione protestantica, la dottrina della transustanziazione.
In questi segni miracolosi noi riconosciamo una continuità che si dipana in duemila anni di storia. Dallo spezzare del pane nell’Ultima Cena, passando per quello che si può definire il primo miracolo eucaristico, a Emmaus, quando i discepoli riconobbero Gesù nel pane, fino ad arrivare alle consacrazioni che ogni giorno, ovunque nel mondo, fanno di Cristo una presenza viva e reale, con il suo Corpo ed il suo Sangue. Un mistero inspiegabile razionalmente, ma che il miracolo eucaristico di Lanciano attesta essere vero e che si rinnoverà ogni giorno nel mondo fino alla fine dei tempi.

Ricorda

"Il nostro Salvatore nell’Ultima Cena, la notte in cui fu tradito, istituì il sacrificio eucaristico del suo Corpo e del suo Sangue, onde perpetuare nei secoli, fino al suo ritorno, il sacrificio della croce, e per affidare cosi alla sua diletta Sposa, la Chiesa, il memoriale della sua Morte e Risurrezione: sacramento di amore, segno di unità, vincolo di carità, convito pasquale, nel quale si riceve Cristo, l’anima viene ricolmata di grazia e ci è dato il pegno della gloria futura" (Concilio ecumenico Vaticano II, Costituzione "Sacrosantum Concilium" sulla Sacra Liturgia, n. 47).

"Che cos’è l’Eucaristia? L’Eucaristia è il sacramento che, sotto le apparenze del pane e del vino, contiene realmente Corpo, Sangue, Anima e Divinità del Nostro Signor Gesù Cristo per nutrimento delle anime" (Catechismo della dottrina cristiana, pubblicato per ordine del sommo pontefice San Pio X, n. 316).

© Il Timone

 


 
   

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