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L’intolleranza laicista nell’Unione |
| di Massimo Introvigne
[Da "il Giornale", 19 marzo 2006]
Il cosiddetto «caso Giovanardi» costituisce un episodio gravissimo di intolleranza laicista e un remake del «caso Buttiglione» del 2004 quando il Parlamento Europeo - con un decisivo contributo sia degli olandesi, sia di membri italiani di partiti dell’attuale Unione - non confermò la nomina del filosofo e ministro italiano a commissario europeo a causa delle sue opinioni contrarie al matrimonio tra omosessuali. All’epoca non solo L’Osservatore Romano ma anche la grande stampa americana fece notare come si fosse superato un punto di non ritorno nell’intolleranza laicista europea: ai cristiani impegnati in politica diventava ufficialmente vietato esprimere opinioni cristiane. Nessuno si è accorto che, richiamando il precedente nazista per le leggi sull’eutanasia in Olanda, Giovanardi si è limitato a ripetere quanto era stato scritto a chiare lettere in un documento della Pontificia Accademia per la Vita del 2004, dal titolo «L’eutanasia in Olanda: anche per i bambini!», tuttora disponibile sul sito Internet che raccoglie i testi ufficiali vaticani. In quel testo si evoca addirittura il processo di Norimberga e il fatto che l’Olanda stesse rinnegando il consenso che sembrava raggiunto dall’Europa sul fatto che l’eutanasia praticata dal nazismo fosse un crimine particolarmente ripugnante. Nel 2000 l’eutanasia era stata introdotta in Olanda per gli infermi maggiorenni capaci di farne richiesta, e nel 2002 estesa anche agli adolescenti sopra i dodici anni che aggiungessero la loro richiesta a quella dei genitori. Infine nel 2004 - secondo le parole del documento vaticano - anche «l’ultimo limite è stato varcato» in Olanda, e si è estesa l’eutanasia ai bambini sotto i dodici anni, «liberati dal dolore» con l’assenso dei medici e dei genitori. Il documento nota una «legge del piano inclinato per cui, una volta ammessa la legittimità della morte inflitta per pietà sull’adulto cosciente che ne faccia richiesta esplicita, poi si passa anche ad allargarne l’applicazione ai giovani, agli adolescenti, e infine ai bambini e ai neonati, ovviamente senza il loro consenso. È facile anche prevedere che lo scivolamento sul piano inclinato dell’eutanasia continuerà nei prossimi anni fino a includere i pazienti adulti ritenuti incapaci di chiedere il consenso». È esattamente quanto sta discutendo il Parlamento olandese in questi giorni in tema di malati di mente incurabili, ed è contro questa deriva che ha protestato Giovanardi. L’Olanda, come già nel caso Buttiglione, pensa che non sia lecito a un politico cattolico esprimere la sua adesione pubblica al magistero della Chiesa su punti che toccano la nozione stessa di civiltà. Il problema potrebbe riguardare solo il declino inarrestabile della moralità di una certa classe politica olandese. Ma c’è anche un problema italiano: un fronte di partiti, singoli esponenti politici e giornali che sostengono l’Unione, si è scatenato contro Giovanardi. È emerso così con chiarezza che nell’Unione ci sono partiti e candidati che auspicano per l’Italia in tema di eutanasia un futuro all’olandese. È l’Unione allora che deve scusarsi con gli italiani (cattolici e no) d’accordo con la Chiesa sul fatto che l’eutanasia all’olandese sia una forma di barbarie. Naturalmente Prodi ci dirà che si tratta di «posizioni personali» di singoli candidati delle sue liste. Ma sono «posizioni personali» che, se dovesse vincere l’Unione, staranno e si faranno sentire all’interno della maggioranza in Parlamento.
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