Link utili



 

   

Cerca in Totus Tuus


 

   

Il grido silenzioso



 

Questi nuovi «barbari» dei nostri figli
 di Maurizio Blondet 

[Da "Avvenire", 1 Marzo 2001]

Fu Walther Rathenau, statista tedesco democratico, a interpretare per primo il problema della gioventù come una "invasione verticale dei barbari". Come l’antica Roma, anche le nostre società sono minacciate da continue invasioni barbariche, spiegava. Ma i nostri barbari non vengono dalle steppe esterne: vengono da dentro la società, e la risalgono "verticalmente", perché i barbari di cui dobbiamo preoccuparci sono i nostri figli, ogni nuova generazione di ragazzi. È necessario che i ragazzi - "barbari" oggettivi, perché ignari dei valori della civiltà in cui sono entrati a loro insaputa - vengano civilizzati, integrati ai valori e ai comportamenti dalla società che li accoglie. E prima che diventino adulti, che acquistino forza e potere. Perché che un bambino di tre anni sia un barbaro, poco male: le sue ire incontrollate, i suoi furori, le sue azioni irragionevoli o indecenti fanno tenerezza, perché sono resi innocui dalla sua debolezza e dipendenza fisica. Ma se un giovane arriva ai vent’anni restando barbaro che obbedisce ai suoi impulsi primari, allora è un essere pericoloso.

Nel fiume di domande suscitate dal misfatto di Erika e Omar, su cui spicca quella angosciosa: "Chi sono davvero i nostri figli?", stupisce un po’ che non sia venuta a mente la risposta di Rathenau. La risposta che può metterci sulla buona strada: siamo ancora capaci di civilizzare i nostri barbari verticali?

Perché è evidente, almeno per Erika, che il suo atto non è il risultato di un deficit psicologico, e nemmeno pedagogico. Buona famiglia, scuola modello, buoni voti. Eppure s’è comportata, in un attimo cieco, come quei Germani delle foreste che facevano paura ai soldati romani per i loro accessi incontenibili (furor teutonicus, lo chiamava Tacito) che li tramutava in belve massacratrici. Le pugnalate e l’insensibilità di fronte all’orrore, il matricidio e il fratricidio, la doppiezza e la ferocia, tutto ricorda qualcosa di arcaico e barbarico, da saga degli Atridi. Non tutti i nostri figli sono così. Ma in non pochi di loro è possibile ravvisare, sotto la patina di frasi fatte civilizzate, del politicamente corretto che ripetono come pappagalli, certi caratteri del barbaro che sopravvive: la vacuità sonnolenta a scuola e il bisogno selvaggio di emozioni estreme per dare contenuto alla vita, l’inarticolata incapacità di esprimere idee complesse e sentimenti raffinati, la psicologia informe, il conformismo di banda e i teppismi di gruppo, l’imperioso rifiuto di procrastinare desideri e impulsi, l’ignoranza volontaria che rivela un’assenza immensa di curiosità per il vasto, vario repertorio della civiltà cui sono piovuti.

Troppi nostri tigli sembrano soffrire dl un deficit di civiltà. Perché? Per favore non accusiamo, come al solito, la famiglia. Trasmettere la civiltà, questo splendido artefatto complicatissimo, non è compito da scaricare su mamma e papà. Specie quando tutte le altre "agenzie" della civiltà si adoperano per smentirne, ridicolizzarne i valori, renderne noiosi la cultura e i principi e per valorizzare comportamenti contrari, "trasgressivi", e invitare ogni adolescente a "vivere come ti pare" a "soddisfare la tua sete".

Giorni prima della tragedia, Erika e il suo fidanzatino avevano messo a soqquadro la casa di lei, durante una di quelle festicciole vandaliche così frequenti tra i giovani. La mamma dl Erika aveva rimproverato sua figlia e Omar. Proprio questo pare aver destato il furore cieco dei due ragazzi: la mamma era l’unica istanza di civilizzazione - o quella più insistente che avessero probabilmente mai incontrato nella loro giovane vita. Provare a porre esigenze forti ai barbari, quando tutto il resto li incoraggia a restare quel che sono, può diventare un pericolo mortale.

Accadde anche a Walter Rathenau. Lo uccise nel 1922 un terrorista della destra allora nascente che faceva della barbarie una bandiera. Il fascismo intonava già il suo inno, Giovinezza. È da parecchio tempo, come si vede, che la nostra civiltà non sa più civilizzare i suoi barbari, i suoi veri extracomunitari: che sono i nostri figli, estranei alla comunità.

 


 
   

Links Correlati

· Inoltre Giovani
· News by yalan


Articolo più letto relativo a Giovani:
Le radici del bullismo

 

   

Valutazione Articolo

Punteggio Medio: 3
Voti: 2


Dai un voto a questo articolo:

Eccellente
Ottimo
Buono
Sufficiente
Insufficiente

 

   

Opzioni


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 

 

 
Totus Tuus Banner Exchange
Totus Tuus Banner Exchange


Iscriviti alla mailing list degli aggiornamenti del sito spedendo una mail
senza oggetto a questo indirizzo: leggendanera-subscribe@yahoogroups.com



Vai a Totus tuus



Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, si dichiara che questo sito non rientra nella categoria
di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.
Il materiale riportato nel sito www.kattoliko.it/leggendanera è pubblicato senza fini di lucro e a scopo di fini di studio,
commento, didattici e di ricerca. Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse.








banner 140x126

Engine WL-Nuke - Powered by WebElite