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Il grido silenzioso



 

Sull’omosessualità i cristiani vengono ridotti al silenzio
 di Padre John Flynn

Azioni legali contro chi esprime la propria opinione

LONDRA, mercoledì, 18 ottobre 2006 (ZENIT.org).- In molti Paesi, chi parla pubblicamente contro l’omosessualità rischia serie conseguenze legali. E nella battaglia in corso, diretta a tutelare la libertà di espressione dei Cristiani, il futuro è tutt’altro che roseo.

Una recente vittoria in questo senso si è registrata in Gran Bretagna, con l’archiviazione dell’accusa contro Stephen Green, come riportato dal quotidiano Telegraph il 29 settembre. Green era stato arrestato ai primi di settembre per aver distribuito dei libretti in un “martedì grasso” per omosessuali a Cardiff, nel Galles. Il libretto conteneva dei versi della Bibbia sull’omosessualità. Nel corso di un’udienza di tribunale, che si è svolta due settimane fa, il pubblico ministero ha annunciato di voler ritirare le accuse.

Secondo un servizio apparso il 6 settembre sul quotidiano Daily Mail, la polizia avrebbe affermato che Green non si era comportato in modo violento o aggressivo, e che la sua unica offesa era stata quella di aver distribuito i libretti. L’articolo osserva poi che l’episodio rientra in una serie di azioni intraprese dalla polizia contro l’espressione di opinioni contrarie all’omosessualità.

In questo senso, la scrittrice Lynette Burrows è stata ammonita in relazione ad un “incidente omofobico”, perché, nel corso del programma in diretta BBC Radio Five Live, avrebbe che gli omosessuali non rappresentano dei genitori adottivi ideali.

Una coppia cristiana del Lancashire è stata redarguita dopo aver criticato le politiche del consiglio locale, favorevoli ai diritti degli omosessuali. E la polizia di Londra ha aperto un’indagine su Sir Iqbal Sacranie, già esponente del “Muslim Council of Britain”, per aver detto in un intervista che l’omosessualità è dannosa.

Il comportamento della polizia sull’omosessualità è stato oggetto di un comunicato stampa del “Christian Institute” il 22 settembre. Questa organizzazione ha affermato - mentre su Green pendevano ancora le accuse - che la “Gay Police Association” non sarà oggetto di procedimento giudiziario per aver pubblicato un’immagine pubblicitaria che mostra un Cristianesimo violento contro gli omosessuali. Più di 40.000 lamentele da parte dei cittadini sono state formulate su questa immagine, secondo il “Christian Institute”.

Pressioni dell’Unione europea

Al caso Green potrebbero presto seguire molti altri, se la normativa in itinere, proposta dal Governo britannico, venisse approvata. La legge sull’orientamento sessuale introdurrebbe, tra le altre cose, il reato della discriminazione omosessuale.

In un commento pubblicato il 2 ottobre sul Telegraph, Philip Johnston ha osservato che la normativa è oggetto di pressioni insistenti da parte dell’Unione europea. Dopo una prima fase di consultazioni, che ha visto una forte opposizione da parte dei gruppi religiosi, il Governo ha preso in considerazione l’eventualità di modificare la normativa proposta.

Uno dei problemi sollevati, ha osservato Johnston, è il contrasto tra diritti. I cristiani sostengono il loro diritto ad esprimere una visione fondata sulla propria fede religiosa, mente i gruppi omosessuali vorrebbero mettere a tacere ogni opposizione, introducendo un divieto di discriminazione. “Queste sono le torbide acque in cui si entra quando si vogliono proclamare nuovi ‘diritti’ nell’ordinamento giuridico”, ha concluso Johnston.

La proposta di legge è stata oggetto di forti critiche da parte del cardinale scozzese Keith O’Brien. In un’omelia rivolta il 14 giugno ai parlamentari, il porporato ha avvertito che le norme proposte sono “una minaccia alla libertà di coscienza” e “alla libertà religiosa”.

Le parole del cardinale sono state pronunciate nel cuore del Parlamento britannico, in una cripta della Camera dei comuni.

“Ogni legge approvata da autorità umane deve sempre rispettare la dignità della persona umana e l’integrità di coscienza di ciascuno, sia essa formata da principi cristiani o da qualsiasi altro credo”, ha insistito il cardinale O’Brien. “I confini del ruolo dello Stato vengono superati quando si calpesta la legittima libertà di coscienza e quando si impongono valori privi di fondamento razionale e sociologico”.

Questa carenza di libertà è emersa di recente in un episodio avvenuto in Scozia. Nove vigili del fuoco di Strathclyde sono stati sottoposti a procedimento disciplinare per essersi rifiutati di distribuire volantini sulla sicurezza ad un “gay pride”, secondo il Guardian del 1° settembre.

La manifestazione era avvenuta nel mese di giugno. Come punizione, ai pompieri è stato imposto di partecipare ad un corso intensivo di “formazione alla diversità”. Uno degli uomini è stato degradato, con una conseguente perdita di circa 5.000 sterline (7.400 euro) del proprio stipendio.

Scrivendo sul Sunday Herald del 3 settembre, l’arcivescovo Mario Conti di Glasgow ha spiegato che certamente è necessario impartire agli omosessuali, come a chiunque altro, le opportune istruzioni circa la sicurezza, ma che il luogo adatto per farlo non è durante un’attività di tipo carnevalesco. I vigili del fuoco, ha osservato, sapevano che andando a questo evento “sarebbero stati oggetto di derisione, di commenti sconvenienti e, per alcuni di loro, di gravi insulti alle proprie convinzioni religiose”.

Secondo l’arcivescovo, il vero motivo dell’ordine di distribuire foglietti per la sicurezza alla manifestazione “non era quello di trasmettere istruzioni sull’incolumità personale, ma di consentire ai vigili del fuoco di essere visti come un’istituzione tollerante che ‘accoglie la diversità’ e che è politicamente corretta”. Questa tolleranza, tuttavia, non era estesa anche alle convinzioni personali degli stessi vigili.

Licenziamenti

Episodi analoghi sono avvenuti anche negli Stati Uniti. Robert J. Smith, un membro della Washington Metropolitan Area Transit Authority, ha perso il suo posto di lavoro dopo aver sostenuto, in una trasmissione locale via cavo, che l’omosessualità rappresenta una “devianza sessuale”.

Secondo il quotidiano Baltimore Sun del 16 giugno, il governatore Robert Ehrlich Jr. ha licenziato il signor Smith. Ehrlich ha descritto i commenti di Smith come “inopportuni, insensibili e inaccettabili”, e “in diretto contrasto con l’impegno della mia amministrazione all’inclusione, la tolleranza e le pari opportunità”.

Dopo il suo licenziamento, Smith - cattolico - ha rivendicato il suo diritto di esprimere la propria opinione. Egli si era pronunciato nell’ambito di un talk show in cui si parlava del matrimonio omosessuale.

Intanto, in California, il governatore Arnold Schwarzenegger ha firmato una legge che vieta ai servizi finanziati da fondi pubblici, come la polizia, i vigili del fuoco e le università, di operare discriminazioni ai danni degli omosessuali, dei bisessuali e dei transessuali.

Alcune organizzazioni cristiane e non hanno criticato questa iniziativa, in quanto pregiudica le università religiose, gli asili nido e le organizzazioni non profit, secondo quanto riportato dal Washington Times il 31 agosto. Tutti gli enti che hanno sottoscritto contratti pubblici o che ricevono finanziamenti pubblici, corrono quindi il rischio di dover accettare impiegati omosessuali, bisessuali o transessuali.

Una vittoria...per ora

In Canada, qualche mese fa, i cristiani hanno vinto una lunga battaglia per la libertà di espressione religiosa. Il quotidiano National Post ha riferito il 17 aprile che una giuria di tre giudici della Corte d’appello di Saskatchewan ha rovesciato una sentenza emessa sul caso Hugh Owens. Owens, cristiano, era stato condannato per aver fatto pubblicare inserzioni su un giornale recanti brani della Bibbia contrari all’omosessualità.

Nel 1997, Owens aveva pubblicato, nel Saskatoon Star-Phoenix, una replica personale alle pubblicità sulla “settimana del gay pride”. Allora era stato dichiarato colpevole per aver violato il codice dei diritti umani di Saskatchewan, sebbene esso contenga alcune eccezioni motivate dalla fede religiosa e dal diritto alla libertà di parola.

La sentenza di aprile, tuttavia, non rappresenta una netta vittoria, secondo il National Post. La Corte ha infatti osservato che nella situazione attuale, in cui gli omosessuali hanno acquisito maggiori diritti, una simile inserzione su un giornale potrebbe non essere più ammessa.

In questo contesto, il vescovo di Calgary, Frederick Henry, ha espresso in una lettera pastorale la sua preoccupazione per la minaccia che incombe sui cristiani che si oppongono all’omosessualità. Nella sua lettera del 6 settembre, monsignor Henry ha incoraggiato i cattolici a farsi sentire contro le modifiche legislative, introdotte lo scorso anno, che consentono il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

“Lo stile di vita omosessuale viene imposto oggi come pienamente legittimo, quando in realtà esso è deleterio e immorale”, ha affermato. “Viene minacciata la libertà d’espressione di chi si oppone al ‘matrimonio’ pubblico tra persone dello stesso sesso”. E i funzionari civili che si rifiutano di celebrare matrimoni omosessuali vengono licenziati.

In un discorso rivolto ai vescovi della provincia canadese dell’Ontario, Benedetto XVI ha avvertito di un drammatico divario tra il Vangelo e la cultura contemporanea. Nel suo intervento pronunciato l’8 settembre scorso, il Papa ha osservato che “nel nome della ‘tolleranza’ il vostro Paese ha dovuto sopportare la follia della ridefinizione del termine ‘consorte’ ”.

“La democrazia riesce solo se si basa sulla verità e su una corretta comprensione della persona umana”, ha spiegato il Pontefice. I cattolici impegnati in politica e nella vita civile non possono “scendere a compromessi su questo principio”, ha aggiunto. Principi che verosimilmente saranno oggetto di ulteriori battaglie.

© Zenit
http://www.zenit.org

 


 
   

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