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La vera storia delle Crociate (Parte II)
 Zenit

Thomas Madden parla delle crociate e dei conflitti attuali

ST. LOUIS (Missouri), lunedì, 25 ottobre 2004 (ZENIT.org).- Le tensioni attuali tra i Paesi occidentali e quelli musulmani hanno poco a che vedere con le crociate, afferma uno storico.

In questo senso, Thomas Madden, professore associato e preside della facoltà di storia dell’Università di St. Louis e autore di “A Concise History of the Crusades”, sostiene che, agli occhi dei musulmani del tempo, le crociate non erano considerate molto importanti. Questa prospettiva è poi mutata grazie ai revisionisti del XIX secolo che iniziarono a riproporre le crociate come guerre imperialiste, ha affermato.

La Prima parte di questa intervista rilasciata a ZENIT è stata pubblicata nel Servizio Giornaliero del 24 ottobre 2004 .

Crede che i contrasti tra Occidente e mondo musulmano siano in qualche modo una reazione alle crociate?

Madden: No. Potrebbe sembrare una risposta strana considerando che Osama bin Laden e altri islamici si riferiscono spesso agli americani come “crociati”.

Tuttavia è importante ricordare che nel corso del Medioevo - e in realtà fino al tardo XVI secolo - la superpotenza del mondo occidentale era l’Islam. Le civiltà musulmane erano ricche, sofisticate e immensamente potenti. L’Occidente invece era arretrato e relativamente debole.

È interessante notare anche che, ad eccezione della prima crociata, sostanzialmente tutte le altre crociate dell’Occidente - e ve ne furono centinaia - non ebbero successo.

Le crociate possono aver rallentato l’espansione del mondo musulmano, ma non ne hanno assolutamente procurato un arresto. Gli imperi musulmani hanno continuato ad espandersi nei territori cristiani, conquistando i Balcani, molta dell’Europa orientale, compresa la più grande città cristiana al mondo, Costantinopoli.

Agli occhi dei musulmani del tempo, le crociate non erano considerate molto importanti. Normalmente, le persone del mondo musulmano del XVIII secolo non sapevano granché delle crociate. Queste erano invece importanti per gli europei, perché rappresentavano imprese notevoli, caratterizzate dal fallimento.

Tuttavia, durante il XIX secolo, quando gli europei iniziarono a conquistare e colonizzare i Paesi del Medio oriente, molti storici - in particolare scrittori francesi nazionalisti o monarchici - iniziarono a considerare le crociate come il primo tentativo dell’Europa diretto a esportare i frutti della Civiltà occidentale al mondo arretrato musulmano. In altre parole, le crociate furono trasformate in guerre imperialiste.

Queste interpretazioni della storia furono diffuse nelle scuole coloniali e divennero l’impostazione accettata nel Medio oriente e oltre. Nel XX secolo, l’imperialismo fu oggetto di discredito. Allora, alcuni nazionalisti arabi e islamisti fecero propria l’impostazione coloniale delle crociate ed iniziarono a sostenere che l’Occidente era responsabile delle loro afflizioni perché aveva depredato il mondo musulmano sin dai tempi dalle crociate.

Spesso si dice che le persone, nel Medioevo, hanno lunga memoria; è vero. Ma nel caso delle crociate, essi hanno recuperato memoria: ricordi fabbricati per loro stessi dai conquistatori europei.

Vi è qualche similitudine tra le crociate e la guerra contro il terrore di oggi?

Madden: A parte il fatto che i soldati di entrambe le guerre sono spinti dalla volontà di servire qualcosa che è più grande di loro stessi, a cui essi tengono, e che desiderano tornare a casa appena queste terminano, non vedo altre similitudini tra le crociate medievali e la guerra contro il terrore. Le motivazioni di una società secolare posti-illuminista sono molto diverse rispetto a quelle del mondo medievale.

In che modo le crociate si differenziano dalla jihad islamica o da altre guerre di religione?

Madden: Lo scopo fondamentale della jihad è di espandere il Dar al-Islam -- la dimora dell’Islam -- nel Dar al-Harb -- la dimora della guerra. In altre parole, la jihad è espansionistica e persegue la conquista dei non musulmani per porli sotto il governo musulmano.

A coloro che vengono conquistati viene data una semplice alternativa. Per coloro che non appartengono alle “Genti del Libro” - ovvero i non cristiani o i non ebrei - la scelta è convertirsi all’Islam o perire. Per coloro che appartengono alle “Genti del Libro”, la scelta è sottomettersi al governo musulmano e alla legge islamica o perire. L’espansione dell’Islam, quindi, era direttamente legata al successo militare della jihad.

Le crociate furono qualcosa di molto diverso. Nel Cristianesimo, sin dall’inizio, fu sempre proibita la conversione forzata di qualsiasi tipo. La conversione per mezzo della spada non era possibile per il Cristianesimo. Diversamente dalla jihad, lo scopo delle crociate non era né quello di allargare l’estensione territoriale del mondo cristiano, né quello di diffondere il cristianesimo mediante la conversione forzata.

Le crociate erano invece una risposta diretta e tardiva a secoli di conquiste musulmane di territori cristiani. L’evento che seguì immediatamente la prima crociata fu la conquista turca di tutta l’Asia minore nel corso dei decenni dal 1070 al 1090.

La prima crociata fu lanciata da Papa Urbano II nel 1095 in risposta ad un urgente appello di aiuto dell’imperatore bizantino di Costantinopoli. Urbano II allora chiamò i cavalieri del mondo cristiano per accorrere in aiuto ai fratelli d’Oriente.

L’Asia minore era cristiana. Questa parte dell’Impero bizantino fu evangelizzata a partire da San Paolo. San Pietro fu il primo vescovo di Antiochia. Paolo scrisse le sue famose lettere ai cristiani di Efeso. Il credo della Chiesa fu scritto a Nicea. Tutti questi luoghi si trovano in Asia minore.

L’imperatore bizantino pregò i cristiani d’Occidente di aiutarlo a riconquistare i territori e ad espellere i turchi. E le crociate rappresentarono questo aiuto. Il loro scopo, tuttavia, non era solo quello di riconquistare l’Asia minore, ma di riconquistare altre terre anticamente cristiane, che erano state perse a causa delle jihad islamiche. Tra queste vi era la Terra santa.

In una parola, quindi, la principale differenza tra le crociate e le jihad è che le prime erano una difesa contro queste ultime. Tutta la storia delle crociate orientali è una storia di risposta ad aggressioni musulmane.

I crociati ebbero qualche successo nella conversione del mondo musulmano?

Madden: Nel XII secolo alcuni francescani iniziarono una missione in Medio oriente nel tentativo di convertire i musulmani. Ma non ebbe successo in gran parte perché le leggi islamiche considerano la conversione ad altra religione come un’offesa capitale.

Questo tentativo fu, peraltro, portato avanti separatamente rispetto alle crociate, le quali non avevano nulla a che fare con il discorso della conversione, e mediante mezzi pacifici di persuasione.

Come razionalizzò, il mondo cristiano, la propria sconfitta nelle crociate? I crociati stessi furono sconfitti?

Madden: Lo fecero così come gli ebrei del Vecchio Testamento. Dio non diede la vittoria al suo popolo perché era nel peccato. Questo portò ad un movimento di pietà di larga scala in Europa, il cui obiettivo era di purificare in ogni modo la società cristiana.

Il Papa Giovanni Paolo II, in realtà, ha chiesto scusa per le crociate. Le ha condannate...

Madden: Questo è un mito curioso, visto che il Papa è stato cosi palesemente criticato per non aver chiesto scusa in modo espresso per le crociate, nell’ambito della sua richiesta di perdono a tutti coloro a cui i cristiani avevano procurato del male ingiustamente.

Il Santo Padre non le ha condannate, né ha chiesto scusa per esse. Egli ha chiesto scusa per i peccati dei cattolici. Recentemente è stato ampiamente riportato il fatto che Giovanni Paolo II ha chiesto scusa al Patriarca di Costantinopoli per la conquista crociata di Costantinopoli del 1204.

Ma in realtà, il Papa ha solo ribadito ciò che aveva detto il suo predecessore, Papa Innocenzo II (1198-1216). Quell’evento fu un tragico esempio di un attacco non andato a buon fine, che peraltro lo stesso Innocenzo II cercò in ogni modi di evitare. Egli ha chiesto scusa per i peccati dei cattolici che presero parte alle crociate, ma non ha chiesto scusa per le crociate stesse o per i loro risultati.

 


 
   

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