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Il grido silenzioso



 

E perché no il matrimonio con le scimmie?
 di Antonio Socci

Lettera aperta al ministro “Rosy nel pugno” sulle devastazioni che stanno preparando…

Cara Rosy,
vorrei segnalarti una notizia: in India, il 31 maggio scorso, una ragazza di 30 anni, Bimbala Bas, ha sposato un cobra. Magari il fatto riempirà di entusiasmo il tuo schieramento politico (che si professa “multiculturalista”, dunque aperto a tutti i costumi non occidentali). Di certo tu dovrai considerarlo nella tua attività di ministro mandato a dare “riconoscimento pubblico” ai nuovi tipi di “famiglia”. E’ successo in un villaggio di Atala, nello stato indiano di Orissa. I sacerdoti della sua setta vegetariana e animalista hanno celebrato il rito, con la solita festa tradizionale del paese, fra il rettile, che vive presso un formicaio e la sposa, vestita di seta come vuole la tradizione, che ha assicurato di comunicare in modo speciale col suo novello sposo e che ora è andata a vivere in una capanna vicino al formicaio del “coniuge”. La madre della ragazza, Dyuti Bhoi, ha dichiarato: “sono felice”. E’ proprio il caso di dire “parenti serpenti”… I compaesani sono stati altrettanto contenti perché ritengono che il fatto sia di buon auspicio (il cobra nel mondo induista è un simbolo del dio Shiva). Non è un evento così speciale. Qualche mese fa un’altra ragazza indiana si è sposata con un cane.

In tempi di multiculturalismo, con tante migliaia di immigrati che vengono a vivere in Italia e soprattutto adesso con le frontiere spalancate dal centrosinistra, sarà un bel problema per te, caro ministro, rispondere di no al riconoscimento da parte dello Stato anche di questo tipo di “famiglia” qualora queste coppie dovessero emigrare qua. O essere emulate da altri emigrati già nella penisola. Infatti, una volta affermato che lo Stato italiano deve riconoscere qualunque convivenza che unisca due esseri, in base a quale ragionamento si potrà negare a chi ha questi gusti tale riconoscimento? Sarebbe oltretutto una discriminazione di tipo religioso. E può l’Italia della Sinistra multiculturale negare alle minoranze di vivere secondo i propri costumi? Si dirà che in questo caso trattasi di uomo e animale e che tutt’altra cosa è la convivenza fra due persone. Certo, per me infatti sarebbe offensivo e assurdo metterli sullo stesso piano. Ma mi chiedo se è assurdo anche per la Sinistra che, per esempio, intende proibire gli esperimenti di laboratorio sui topi e permetterli sugli embrioni umani. E’ assurdo anche per la sinistra che in Spagna intende riconoscere i “diritti dell’uomo” anche alle scimmie? Se si afferma – come fanno i promotori dei Pacs, anche in Italia – che l’istituto “famiglia” deve essere definito soggettivamente e che ognuno, vivendo con chi vuole, ha il diritto di ottenere il riconoscimento statale e i privilegi relativi, come si può negare a chi sposa un cobra o un cane o un gatto il “diritto” di farlo con il riconoscimento dello Stato? Lo si vuole discriminare? E perché mai?

Oltretutto – ripeto – nella Spagna di Zapatero è ormai operativo il progetto dei socialisti di riconoscimento dei “diritti dell’uomo” anche per le scimmie. Una volta che le scimmie avranno ottenuto tale parificazione all’uomo, come e perché si potrà negare loro il diritto di “sposare” degli esseri umani? Zapatero non è lontano, è il sol dell’avvenire della sinistra italica. E’ l’ideale a cui guardano la Rosa nel pugno e – come si è letto sul Corriere della sera – diversi ministri e ministre di questo governo. In realtà i Pacs (che potrebbero comprendere pure il “modello King Kong”) in Italia trovano un muro invalicabile: la Costituzione italiana. Il testo della Carta è chiaro nell’escludere i Pacs, cioè il riconoscimento giuridico di tutte le forme di convivenza che non siano il matrimonio fra due esseri umani, uno di sesso maschile e l’altro di sesso femminile. All’articolo 29 infatti afferma che “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Parlando di matrimonio è certo e indiscutibile che i costituenti, nel 1946, intendessero parlare dell’unico matrimonio esistente (allora come ora), cioè l’unione di un uomo e una donna contratta davanti allo Stato. Ma siccome c’è qualche Azzeccagarbugli della Sinistra secondo cui questa formulazione potrebbe essere intesa in senso lato (per esempio anche includente coppie gay), va sottolineato che al successivo articolo 30 si spiega nel dettaglio che per coniugi la Costituzione intende i “genitori” che hanno “dovere e diritto” di “mantenere, istruire ed educare i figli”.

Ciò significa che una persona può organizzare come crede la sua vita privata, può vivere con chi vuole e come vuole, ma il riconoscimento dello Stato va solo a quell’unione che la nostra civiltà ha chiamato famiglia e che ha la prerogativa della procreazione e dell’educazione dei figli ovvero che si assume certi obblighi e costi per il bene di tutta la società. E’ questa utilità sociale che viene riconosciuta dallo Stato il quale fa corrispondere certi diritti all’assunzione di certi doveri. La Sinistra pretende di smantellare questo articolo della Costituzione senza passare attraverso le procedure previste dalla Costituzione stessa. Il colpo di mano è rappresentato appunto dai Pacs (anche se, cara Rosy, li camuffate con altre dizioni). Nessuno naturalmente si oppone alla rimozione di eventuali problemi che sorgono per certe forme di convivenza ed è stato dimostrato che tutti i problemi si risolvono anche con adeguate riforme (nell’ambito del diritto privato), ma quella che la Sinistra sta combattendo è solo una battaglia ideologica, che non c’entra niente con le persone concrete (le quali infatti hanno disertato tutti i registri delle unioni civili istituite presso i comuni).

E’ una battaglia ideologica per smantellare questo caposaldo della civiltà occidentale: la famiglia (si badi bene, non la famiglia cristiana, ma la famiglia in sé, istituzione laica, già riconosciuta, per dire, nella Roma antica, patria del diritto, la famiglia che garantisce la sopravvivenza di una società). Tale battaglia ideologica viene combattuta cercando di parificare alla famiglia, nei fatti, nell’ambito del diritto pubblico, tutte le forme di convivenza e arrivare – per esempio – all’adozione di bambini anche da parte di coppie omosessuali. Su Avvenire tu, ministro Rosy, hai scritto che bisogna prendere atto che ci sono “tante e diverse famiglie”: questo è il punto. Hai detto ovviamente una sciocchezza, perché invece nella Costituzione si riconosce il profilo giuridico di una sola “famiglia”, non di “tante e diverse famiglie”. Ma così hai dato la sensazione di voler obbedire alla Sinistra che intende andare proprio verso lo smatellamento (illegale) dell’articolo 29 della Costituzione e al furtivo riconoscimento, da parte dello Stato, di “tante e diverse famiglie”. Spero che non ti sfugga l’incostituzionalità dell’idea. E che ti renda conto dell’enormità devastante di questa svolta, di cui tu saresti un semplice strumento (si è davvero disposti a tutto per una poltrona ?).

Tu dirai che sono ricorso a casi estremi – come la storia del matrimonio col cobra o col cane - per impressionare, mentre la realtà è diversa. Potrei risponderti che da sempre la cultura radicale usa i “casi estremi” (pensa alla vicenda dell’aborto). E potrei aggiungere che ormai la corsa nichilista è vertiginosa e i casi estremi diventano ben presto la norma (solo qualche anno fa anche la sinistra italiana giudicava folle la trasformazione del bambino concepito in cavia da esperimento e invece oggi eccoli lì). Tuttavia posso mostrarti un altro esempio, del tutto concreto, normale, che già riguarda la nostra società e che mette egualmente con le spalle al muro il vostro progetto nichilista.

In Italia, come in Europa, vivono ormai decine di milioni di musulmani. Nel’Islam, com’è noto, è permessa la poligamia, direttamente dal Corano. Fino a quattro mogli (mentre è proibito alle donne avere più mariti). Per quale ragione – se farete riconoscere dallo Stato tante forme di famiglia, compresa quella gay – non dovrebbe essere legalizzata anche la poligamia? Tu dirai che è una istituzione umiliante e degradante per le donne. Ma è solo la tua opinione (e anche la mia). Se ci sono (come ci sono) donne islamiche favorevoli, con quali ragioni impedirlo loro dopo che avete teorizzato che è famiglia ciò che soggettivamente l’individuo ritiene tale?

Per i vostri principi multiculturali sarebbe una grave discriminazione. E quand’anche vi rifiuterete sarà la forza stessa dell’immigrazione islamica ad imporvelo. Il colonnello Gheddafi ha dichiarato ad Al Jazira il 2 maggio: “Vedo segni che preannunciano la vittoria di Allah sull’Europa senza ricorso a spade o fucili… Abbiamo in Europa 50 milioni di musulmani e la trasformeranno in un continente islamico fra pochi decenni”.

Come vedi l’Eurabia non è un’invenzione della Fallaci. Alberto Ronchey sul Corriere della sera si è mostrato scioccato da queste parole. Giustamente. Ma se non controlliamo l’immigrazione e non blindiamo la Costituzione italiana, per esempio sulla famiglia e i diritti delle donne (e anche la Costituzione europea, d’impronta multiculturale), la poligamia – potete starne certi – arriverà. E voi, cara Rosy, porterete la responsabilità storica della distruzione della nostra civiltà. Ti rendi conto della gravità di ciò che – con spensierata incoscienza – state perpetrando ? E’ meglio dare ascolto all’Italia di buon senso. E alla Chiesa che già molte volte ha salvato la nostra civiltà dalle invasioni degli unni, dei vandali e da quelle dei musulmani.

Fonte: AntonioSocci.it

 


 
   

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