Link utili



 

   

Cerca in Totus Tuus


 

   

Il grido silenzioso



 

Le colpe della Chiesa
 di Franco Cardini

[Da "Avvenire", 5 Aprile 1995]

Insomma, qui mi pare che si faccia il gioco di chi è sordo perché non vuol sentire. E allora, con molta pazienza, riannodiamo le fila di un discorso spiacevole. Il 6 marzo, Rosanna Cancellieri conduce, su Rai 3, il programma "Dove sono i Pirenei?". In studio, due "squadre": per i cattolici il giornalista Rino Cammilleri, un sacerdote, un gesuita; per i laici, il mio vecchio e caro amico Giordano Bruno Guerri, l’antropologa Ida Magli e un docente espulso da una scuola cattolica perché omosessuale. Tema della puntata: "Madre Chiesa ha delle colpe?". Si parte, beninteso, dalle dichiarazioni dello stesso Sommo Pontefice; e si dà la stura al consueto repertorio di variété. Le crociate, l’Inquisizione, la caccia alle streghe, le congiure dei gesuiti, l’oscurantismo, e via asinando. La conduttrice e i componenti della squadra laica ci danno dentro: ma in un modo così scoperto e fazioso, così sguaiato e intollerante, da suscitare le proteste di questo stesso giornale.

La polemica rimbalza sul "Corriere della Sera". Interviene lo storico Marco Tangheroni e inchioda i responsabili della trasmissione alle loro colpe. Rosanna Cancellieri si difende in modo quantomeno sorprendente, sostenendo che magari le cose dette quella sera non saranno proprio esatte, ma in fondo la Chiesa dovrebbe accettare il dialogo e nelle trasmissioni televisive non si può sempre parlare con la Treccani sottomano. Il che è quantomeno bizzarro: primo, perché una cosa è il dialogo, un’altra è la sequela d’insulti e di calunnie; secondo, perché quando si parla di un certo argomento che necessita di cognizioni speciali in una sede dove si fa servizio pubblico come la Rai si auspicherebbe che chi parla lo facesse, oltre che con onestà, anche con competenza. Dal canto mio, intervistato dal "Corriere" sul medesimo argomento, dichiaro che mi riservo di visionare la cassetta sulla puntata; e aggiungo comunque che, come cattolico che in questo periodo sta svolgendo l’attività di consigliere Rai, mi sento deontologicamente obbligato a garantire più i laici che non i cattolici: questo per un criterio di equità. Qualche giorno dopo, comunque, pubblico sul "Giornale" un articolo nel quale, tra l’altro, esprimo un parere molto duro almeno riguardo a uno degli argomenti in quella sede toccati, il sedicente "Museo della tortura" della Pustierla Sant’Ambrogio di Milano, un’indegna bottega di fregature pseudostoriche.

Nel nome del democraticissimo diritto di replica, Giordano Bruno Guerri mi risponde sul "Giornale" stesso, il 31 marzo scorso, e credo di aver diritto a una breve controreplica.

Anzitutto, le competenze. A Guerri brucia il fatto che io possa averlo definito incompetente di storia della Chiesa, e mi ricorda il suo libro Gli italiani sotto la Chiesa. Rispondo che "l’accusa" di incompetenza era non assoluta, bensì relativa: intendevo solo sottolineare come in quest’ordine di questioni Tangheroni sia professionalmente competente come studioso, gli altri intervenuti alla puntata (anche i cattolici) lo siano molto meno.

Guerri, inoltre, non apprezza quella che ritiene la mia idea, di una TV nella quale debbano parlare solo gli esperti. Che noia, dice lui. Caro Giordano, mica voglio che "Domenica in" si trasformi in un convegno dell’Accademia dei Lincei o che Funari si metta a invitare solo dei cattedratici. Mi limito ad auspicare che quando la TV di servizio pubblico mette in onda dibattiti su problemi specifici la gente abbia diritto ad essere informata con quell’equità e quella compiutezza che soltanto gli specialisti possono garantire: e ciò, soprattutto su temi delicati come quello della Chiesa cattolica e della sua storia.

Infine, Guerri accusa il mio pezzo sul "Giornale" di censura implicita nei confronti della Cancellieri (e qui è in malafede, sia perché mi conosce bene e sa quanto alieno io sia dalle censure, sia perché ho scritto il mio parere su un quotidiano proprio perché era personale e non coinvolgeva le mie funzioni di consigliere Rai) e ricorda che Giovanni Paolo II stesso ha parlato di colpe della Chiesa: ragion per cui, se proprio non voglio pentirmi, almeno dovrei vergognarmi un pochino.

Caro Giordano, come cattolico sono l’ultimo dei peccatori e mi vergogno moltissimo di me stesso; non della Chiesa e della sua storia, di cui vado fiero. Certo che la Chiesa ha colpe ed errori: non se ne parlerà mai abbastanza. Ma se pentire ci dobbiamo, facciamolo sul serio e tutti insieme. Le crociate, dite voialtri: ma le estrapolate dal loro contesto mediterraneo (nel quale erano una controspinta all’offensiva islamica) e le trattate da guerra di religione, cosa che non erano. Il massacro degli indios, dite voi: ma addebitate una quantità di episodi a ciò connessi unilateralmente alla Chiesa trascurando quanto essa e la corona di Spagna hanno invece fatto per proteggere gli indios contro la crudeltà e l’avidità di quegli sfruttatori europei i quali al contrario con la loro spregiudicata durezza hanno fatto girar vorticosamente le pale di quel progresso economico e tecnologico che ha fondato le fortune dell’Occidente e di cui andate tanto fieri. La caccia agli eretici e alle streghe, dite voi: ma dimenticate curiosamente che anche i protestanti si sono dati, tra Cinque e Settecento, ad analogo sport (lo dicono Prosperi e Bennassar, non già io), praticato altresì con grande zelo da quegli stati assoluti presupposto dello stato laico e della società confessionale che voi amate e ai quali non siete usi attribuir colpa veruna.

Senti, Giordano: la democrazia inglese è nata dalla sanguinaria dittatura di Cromwell, quella francese dall’orrore della ghigliottina; ma secondo voi è un integralista chi lo rammenta. Se quelle due democrazie vanno giudicate nel loro complesso una buona cosa nonostante le loro spaventose radici (ma i delitti di Cromwell e di Robespierre vengono solitamente taciuti o edulcorati, mentre di crociate e di streghe si parla di continuo), consentite a noi superstiziosi cattolici di sostenere che non erano poi tutte velenose le radici dell’albero della Chiesa, che ha dato frutti come Tommaso d’Aquino e Teresa di Calcutta.

© Avvenire

 


 
   

Links Correlati

· Inoltre Apologetica
· News by yalan


Articolo più letto relativo a Apologetica:
La Sacra Sindone

 

   

Valutazione Articolo

Punteggio Medio: 4.83
Voti: 6


Dai un voto a questo articolo:

Eccellente
Ottimo
Buono
Sufficiente
Insufficiente

 

   

Opzioni


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 

 

 
Totus Tuus Banner Exchange
Totus Tuus Banner Exchange


Iscriviti alla mailing list degli aggiornamenti del sito spedendo una mail
senza oggetto a questo indirizzo: leggendanera-subscribe@yahoogroups.com



Vai a Totus tuus



Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, si dichiara che questo sito non rientra nella categoria
di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.
Il materiale riportato nel sito www.kattoliko.it/leggendanera è pubblicato senza fini di lucro e a scopo di fini di studio,
commento, didattici e di ricerca. Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse.








banner 140x126

Engine WL-Nuke - Powered by WebElite