Link utili



 

   

Cerca in Totus Tuus


 

   

Il grido silenzioso



 

Morale "laica"
 di Vittorio Messori

[Da "La sfida della fede", San Paolo, Milano 1993]

Soffocando qualche sbadiglio, scorro, per dovere, i logori ma sempre ripetuti dibattiti sull’esistenza e i contenuti di una fantomatica "morale laica", di un"’etica della sola ragione", di un "decalogo che faccia a meno dell’ipotesi-Dio". Ecco dì nuovo - e ogni volta con l’aria di scoprire chissà quale novità - libri e conseguenti paginoni di giornale su questa chimera. Vincendo la noia, varrà allora la pena ricordare come gli stessi campioni del razionalismo, quando accettano di usare sino in fondo la ragione, riconoscano che nessuna morale è davvero "laica". Quanto ai contenuti; e che, in ogni caso, non è in grado di regolare le azioni dell’uomo. Vediamo, dunque, poiché, a quanto pare, anche tra cattolici c’è qualcuno che prende troppo sul serio certe nobili quanto impotenti "tavole umanistiche di valori".

Quanto ai contenuti, in una inchiesta giornalistica, la scrittrice Lalla Romano ricorda una verità che dovrebbe essere scontata per chiunque: "Per laica si intende una morale che dipenda dalla coscienza. Ma questa non può essere laica, visto che si è venuta formando in base al messaggio cristiano". A conferma, la Romano cita il famoso brano di Croce che, pur sacerdote del laicismo, dovette riconoscere che all’interno della cultura occidentale (ma non solo qui, come confessò un Gandhi che, per la sua etica "umanistica", attinse largamente al vangelo) "non possiamo non dirci cristiani". Si può credersi agnostici o atei, ma i concetti fondamentali di ogni etica ("persona", "rispetto", "amore", "responsabilità" le idee stesse di "morale", "coscienza", "ragione"; magari "uomo" stesso) vengono dritti diritti dal profetismo giudeo-cristiano che si è incarnato, trasformandole dall’interno, nelle categorie filosofiche del mondo classico. Come mi ripeté, tra i molti altri, quell’ammirevole testimone di laicità che fu Arturo Carlo Jemolo: "Gli umanesimi che si credono laici, i decaloghi che si vorrebbero nati dalla sola ragione, vengono in realtà dalla sensibilità cristiana che è divenuta midollo insostituibile della nostra cultura". (Tutto il marxismo, ad esempio, e la sua etica, sarebbero incomprensibili senza la tradizione biblica. La quale, per una misteriosa "astuzia della storia", ha finito, percorrendo questa strada, per diventare nutrimento anche di africani, cinesi, vietnamiti). "Dobbiamo rassegnarcì, noi umanisti - mi confermava lo storico e sociologo Léo Moulin, rocciosamente agnostico - Ogni nostra morale sedicente laica non è che un cristianesimo senza Cristo".

Comunque, al di là dei suoi contenuti teorici, e per venire alla sua concreta efficacia, la chimerica "etica della sola ragione", messa in pratica, non funziona per niente (come la storia degli ultimi secoli e la cronaca di tutti i giorni dimostrano ad abundantiam). Quel che è peggio, questa figlia prediletta del razionalismo non è in grado di giustificare razionalmente se stessa e finisce dritta dritta nell’irrazionale se vuol spiegare per qual motivo dovremmo rispettarla. Sono tanti anni che vado in giro a porre ai miei intervistati domande di questo tipo: "Ammesso - e non concesso - che sia possibile parlare di "coscienza" senza fare riferimento a categorie cristiane, perché dovremmo seguirne la voce anche quando, come si verifica quotidianamente, è in contrasto col nostro interesse o comodo? Senza un Legislatore al di fuori di noi, è ragionevole fissarci e seguire leggi per il nostro agire?". Sono anni, dunque; ma non ho trovato nessun "uomo di ragione" che mi desse una risposta ragionevole. Tra gli altri, ho vivo il ricordo di un incontro tra i tanti con quel pontifex maximus del nostro laicismo che è Norberto Bobbio il quale, alle obiezioni, non poteva far altro che ripetere, come in una litania sacrale: "Eppure, malgrado tutto, dobbiamo considerare un imprescindibile dovere il rispetto e la tolleranza per tutti...". Aggiungendo però, onestamente, da quel galantuomo che è, di non sapere dire a quale chiodo appendere simile "dovere". Come Bobbio, se sto alla mia esperienza di intervistatore di persone e di lettore di libri, sono tutti i maestri della "morale laica": nobili auspici, caldi e rinnovati appelli, ma niente che possa appagare la ragione. Il credente Jemolo, invece, e proprio grazie alla sua fede, la ragione poteva permettersi di usarla: "È impossibile fondare qualsiasi morale praticabile da tutti e sempre, prescindendo dall’idea di un Legislatore e di un Giudice che ci sovrastino. Ai miei amici filantropi sempre ho domandato: "perché amare?". Gli uomini, spesso, non sono affatto amabili e neanche rispettabili. Perché, allora dovremmo farlo, senza riferirci a un Padre comune, a un Giudice che ci attende?".

Come scrisse una volta quel Manzoni che Jemolo molto amava; "Ogni morale senza religione non è che un codice senza tribunali. Le leggi possono essere perfettissime, ma chi può rispettarle se non c’è chi le garantisca?". Manzoni, beato lui, non conobbe le dolcezze dei sindacati: avete mai visto che fine fanno quelle versioni di "morale laica" che sono i "codici di autoregolamentazione" senza sanzione, quando si scontrano con l’interesse corporativo? li comunque ancora sua, del Gran Lombardo, l’ironica osservazione a chi riponeva attese miracolistiche in una "educazione morale" che avrebbe portato a una società di giusti e di buoni pur senza religione: "Mi sembrate muratori scriteriati che continuano a rafforzare i muri! Se le fondamenta non ci sono, la casa cadrà comunque". Si può stare, certo, senza religione. Accettando però di stare anche senza morale. Ché, come gridava Dostoevskij con il suo modo profetico: "Se Dio non c’è, tutto è permesso". Fu quanto, nella lucidità del folle, vide anche Nietzsche. Ma è proprio questo che non vogliono accettare le anime belle della filantropia umanistica. Vorrebbero le leggi senza Legislatore e Tribunale: ma sono realtà che, o stanno insieme, o insieme svaniscono. E questa non è apologetica. Questo non è che umile buon senso e modesta esperienza. 

© Edizioni San Paolo

 


 
   

Links Correlati

· Vittorio Messori, Et-et.it
· Inoltre Vittorio Messori
· News by yalan


Articolo più letto relativo a Vittorio Messori:
Ricchezze vaticane

 

   

Valutazione Articolo

Punteggio Medio: 0
Voti: 0

Dai un voto a questo articolo:

Eccellente
Ottimo
Buono
Sufficiente
Insufficiente

 

   

Opzioni


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 

 

 
Totus Tuus Banner Exchange
Totus Tuus Banner Exchange


Iscriviti alla mailing list degli aggiornamenti del sito spedendo una mail
senza oggetto a questo indirizzo: leggendanera-subscribe@yahoogroups.com



Vai a Totus tuus



Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, si dichiara che questo sito non rientra nella categoria
di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.
Il materiale riportato nel sito www.kattoliko.it/leggendanera è pubblicato senza fini di lucro e a scopo di fini di studio,
commento, didattici e di ricerca. Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse.








banner 140x126

Engine WL-Nuke - Powered by WebElite