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Il grido silenzioso



 

Tutte le cifre sui credenti nel mondo
 di Rino Cammilleri

[Da "Il Giornale", 19 aprile 2001]


Prima la notizia: e’ uscita la versione aggiornata al 2001 dell’Enciclopedia mondiale del cristianesimo, dopo due volumoni di oltre milleottocento pagine edite, in inglese, dalla Oxford University Press e destinate prevalentemente alle biblioteche accademiche sparse nel mondo. Il giornale dei vescovi italiani (che sono, ça va sans dire, cattolici), Avvenire, ha dato alla cosa il risalto che merita, pur se responsabile dell’opera e’ un teologo protestante (anglicano, per l’esattezza), l’americano David B. Barrett.

In effetti, si tratta di due volumi di cifre e la matematica, come noto, vale per ogni credo. Barrett e’ soprattutto un esperto di scienze statistiche e si e’ avvalso della fatica di diecimila collaboratori sparpagliati nei continenti. Ma sbaglierebbe chi pensasse di avere che fare con un’operazione che riguarda la sola religione cristiana, perche’ in verita’ si tratta di un’indagine comparativa sulle chiese e le religioni nel mondo moderno, stando al sottotitolo. Un’enciclopedia mondiale del cristianesimo, infatti, non puo’ essere sterilmente autoreferente: quando ci si conta si deve tenere presente anche chi e quanti sono gli altri.

Ed eccoli, i numeri: oggi i cristiani sul pianeta sono circa due miliardi su una popolazione complessiva di sei. Per l’esattezza, un 33% del totale, che salira’ nel 2050 (secondo le proiezioni elaborate dall’enciclopedia) al 33,3%. Dunque, i cristiani aumenteranno, contrariamente alle aspettative (e, si, anche alle speranze) di molti. Gli appassionati di numerologia biblica e/o cabalistica avranno sicuramente qualcosa da dire su quei numeri percentuali, quel 3 che diventa 33 e poi, ossessivamente, 33,3, riferiti al cristianesimo. Se il 3 e’ il numero della Trinita’, ebbene la coincidenza è davvero curiosa. Sarebbe interessante poter effettuare una proiezione statistica sul passato (ma le fonti documentarie a cui riferirsi sono sempre piu’ scarse man mano che si va indietro nel tempo), per vedere se la percentuale dei cristiani nel mondo e’ sempre stata intorno a quella cifra.

Un’altra delle curiosita’ che emergono dalla ricerca e’ questa: nel corso del ventesimo secolo i cristiani sono raddoppiati. Eppure, il ventesimo secolo e’ stato quello che piu’ ha infierito sulla religione di Cristo. E’ stato calcolato che, in duemila anni, i cristiani uccisi per la loro fede sono stati in tutto 70 milioni (altro numero goloso per gli esoteristi), di cui ben 45 nel solo XX secolo. I regimi comunisti, quello cinese in particolare, hanno messo in atto il piu’ grande tentativo sistematico di far fuori il cristianesimo e spargere sale sulle sue rovine. Invece, pare proprio che abbiano ottenuto all’effetto opposto. Come ammette lo stesso Barrett, sembra proprio che il miglior metodo di evangelizzazione sia il martirio. Personalmente, come sistema di proselitismo non lo consigliamo: senza un aiuto soprannaturale il risultato sarebbe oltremodo deludente.

Il numero dei cristiani aumenta con un ritmo di 25 milioni l’anno (signori esoteristi, occhio a questo venticinque), ma sono divisi in oltre 33.000 (ancora quel 33) denominazioni diverse. Erano quattro fino a tutto il ’500: cattolici, ortodossi, anglicani e protestanti. Quattro come le parti in cui fu divisa dai soldati la tunica di Cristo. Che era stata tessuta in un solo pezzo. A questo punto sarete curiosi di sapere, se il cristianesimo e’ la piu’ diffusa delle religioni, quale sia la seconda classificata. Facile, e’ la musulmana, che ha un 18,9%. La terza e’ l’induismo; ma non ha, per ovvi motivi, l’estensione spaziale delle prime due. Stessa cosa per il quarto in lista, le religioni cinesi, che seguono a grande distanza.

Ed eccoci al dato forse piu’ intrigante della ricerca: gli atei e gli agnostici. Non sono pochi. 900 milioni, circa il 15% del totale. Ora, e’ bene chiarire l’ovvio: agnostico e’ colui che non crede in nessun dio perche’ la cosa gli e’ del tutto indifferente; non sa se Dio esista e non gliene importa. L’ateo e’, invece, colui che sa che Dio non esiste, ne e’ sicuro e convinto. Spesso i due tipi sono accorpati nelle indagini, il che rende difficile sapere quanti sono i semplici non credenti e quanti i positivamente ostili. A volte la militanza attiva in qualche raggruppamento fieramente antireligioso e’ utile alla conta, altre no, anche perche’ l’appartenenza, che so, a un partito che fa dell’agnosticismo uno dei punti fermi del suo programma spesso non corrisponde alle convinzioni personali e ai comportamenti pratici di alcuni facenti parte. E’ il caso, per esempio, di molti comunisti di casa nostra, che vanno a messa, battezzano i figli e festeggiano le prime comunioni. Tuttavia, quel 15% non e’ poco. A occhio, possiamo immaginare che sia localizzato in massima parte nel mondo industrializzato (ivi compresi i paesi ex o ancora comunisti). Solo negli ultimi due secoli le ideologie hanno fatto del "cielo vuoto" la loro bandiera, e oggi le costituzioni degli stati piu’ potenti, quelli che danno il "la" all’intero pianeta, sono rigorosamente "laiche".

Possiamo dire, dunque, che chi prende le decisioni sia da ricercarsi in quel 15% di credenti in nessun Dio, laddove il restante 85% (cinque miliardi e cento milioni di persone) la pensa molto diversamente. Anzi, se sommiamo cristiani e musulmani (che, a quanto risulta, credono nello stesso Dio [sic!]), abbiamo l’immagine statistica di un pianeta pressoche’ interamente conquistato alla Bibbia tranne nelle sue elite politiche, prigioniere di ideologie europee vecchie di due secoli. Si’, e’ davvero curioso. Anche se di molto piu’ curioso (si fa per dire) c’e’ il fatto che Dio non e’ affatto morto, che l’annunciata "eclissi del sacro" non c’e’ stata, che il terzo millennio non e’ per nulla posto-religioso e che la scristianizzazione e’, tutt’al piu’, un momentaneo incidente di costume televisive pubblicitario fortemente localizzato in alcuni (pochi) luoghi del mondo. A conti fatti, l’enciclopedia lancia ai decristianizzatori futuri un muto messaggio espresso nell’eloquentissimo linguaggio delle cifre: non ammazzateli, i cristiani; non serve a niente.

© Il Giornale

 


 
   

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