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Il grido silenzioso



 

La sconfitta del Cristianesimo
 di Rino Cammilleri

[Da "Il Giornale", 11 settembre 2001]

Se ne sono accorti anche in Inghilterra: ritardo giustificato dall’insularità. In continente lo avevano detto in diversi (non tanti, è vero) che il cristianesimo è, nelle società cosidette avanzate, agli sgoccioli.

E’ ormai "una sorta di fondale", per usare le parole del primate cattolico inglese, Murphy-O’Connor. Un semplice fondale: quel che va in scena è tutt’altra rappresentazione. Sì, il cattolicesimo britannico ha superato, quanto a numeri, l’anglicanesimo tradizionale. E già questo dovrebbe pur voler dire qualcosa. Infatti, le locali gerarchie protestanti, non sapendo più che pesci prendere, arrivano ad affidarsi a poster che paragonano la crocifissione al body piercing, sperando di "attrarre" i giovani.

Dovrebbe essere evidente che i probabili "consumatori di sacro" cercano cose più serie, molto più serie. Chi conosce la storia cristiana sa bene che i revival in tempi di "stanca" sono stati provocati da personaggi (Bernardo, Francesco, Ignazio) che proponevano, anzi, un agere contra saeculum: un’austerità spinta fino all’inedia, un impegno fino al martirio, un sacrificio fino al sangue.

Insomma, il vecchio, evangelico "chi odia se stesso e la propria vita…"; l’abbraccio, non il ripudio della croce. Pensiamo a Padre Pio, che formidabile testimonial è stato ed è; eppure, il suo era un cristianesimo à la mediévale, tutto diavoli, stimmate, rosari, digiuni e penitenze. Gli inglesi hanno sempre provato una fatal attraction per il papismo; sia perché la Riforma, da loro, era cominciata per questioni politiche e di donne, sia perché è sempre stata presentata e vissuta come qualcosa di negativo, una religione nata contro, non con qualcosa di nuovo e di più da proporre ma semmai con qualcosa di meno.

Le conversioni al cattolicesimo hanno costituito da quelle parti un flusso continuo fin dal XVI secolo, laddove un flusso reciproco e contrario semplicemente non c’è mai stato. Subirono una battuta (artificiale) d’arresto nella stagione del "dialogo ecumenico", e tornarono valanga quando questo si bloccò sul tema del sacerdozio femminile. Tuttavia, il grido di dolore viene adesso anche da parte cattolica, e qualcosa dovrà pur voler dire. Pure il rabbino capo Sacks si lamenta, e punta il dito contro la televisione.

Non ha torto, perché non il Sessantotto ma quella scatola d’immagini ha creato quell’homo novus che era nei sogni di tutti gli utopisti (Robespierre, che aveva a disposizione solo la ghigliottina, riuscì solo a farle saltare, le teste, non a cambiarle). Ma il problema non è certo la concorrenza, non è rivaleggiando in "offerta" che si salvano le anime (dovrebbe essere questo, infatti lo scopo; o no?). Eppure, ecco il cardinale Murphy-O’Connor chiedersi "perché non siamo ancora riusciti a trovare che cosa irrita la gente".

Il che fa sospettare che i pensatoi ecclesiali permangono orientati nella direzione del togliere, anziché riorientarsi verso quella dell’aggiungere. Meglio: del restituire. Ma il cristianesimo è di suo una religione ridotta all’osso, ci aveva già pensato Cristo ad eliminare gli orpelli, i rituali, le iniziazioni, gli esoterismi, i tabù alimentari, le estenuanti pratiche e le paure che contrassegnavano tutte le altre fedi, riducendo le esteriorità al minimo indispensabile e concentrando tutto sull’interiorizzazione di un solo comando: amare Dio più di se stessi e il proprio prossimo come se stessi.

Il suo messaggio, lo slogan che usò per far proseliti farebbe inorridire qualunque pubblicitario: "chi vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso". La modernità propone l’opposto, cioè l’edonismo egocentrico del qui e adesso, tutto e subito. Dovrebbe essere chiaro, a questo punto, il da farsi. Invece no. Si continua a dibattere (ancora!) sul celibato ecclesiastico, sull’ammissione delle donne al sacerdozio, sul preservativo, sul terzomondo. Anziché riflettere, e tremando, su questa (non più tanto) sibillina profezia evangelica: "Ma quando il Figlio dell’Uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?".

© Il Giornale

 


 
   

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