Link utili



 

   

Cerca in Totus Tuus


 

   

Il grido silenzioso



 

Una mobilitazione sorprendente
 di Maurizio Blondet

[Da "Avvenire", 02 gennaio 2003]

Marce & veglie

«La pace è possibile e doverosa», nonostante «i gravi e ripetuti attentati alla serena e solidale convivenza dei popoli». La pace "ancora" possibile: è il tema su cui martella Giovanni Paolo II in queste ore di passaggio. Solitamente, sono le ore dei brindisi di buona fortuna, degli auguri di un anno migliore; ma stavolta gli eventi che incalzano irresistibili incrinano le coppe di cristallo. L’inafferrabile terrorismo mondiale, l’uccisione di cristiani, l’Iraq, il Nord-Corea dittatoriale, famelico e atomico, Washington lanciata come lo spericolato capitano Achab nella caccia a un Moby Dick in acque incognite, la Terrasanta senza prospettive altre che l’odio e il massacro reciproco, e la guerra come unica "soluzione" apparente di questi nodi: evidentemente per il Papa è uno dei momenti della storia, in cui la voce di Pietro deve ammonire gravemente. Lo fece Benedetto XV ("L’inutile strage"), lo fece Pio XII ("Con la guerra tutto è perduto, con la pace tutto è salvo"), e non fu un successo; Giovanni Paolo II lo sta facendo ora. 

Inutile chiedersi che cosa tema e che cosa sappia più di noi. Il Papa non legge il futuro, ma legge Isaia (5,7) là dove il Signore dice della sua vigna preferita, Israele, "mi aspettavo giustizia e vedo spargimento di sangue, chiedevo fedeltà e sento grida di oppressi". Antichissime parole, dipingono il quadro della Palestina, anzi del mondo, come un reportage della più rovente attualità. Non c’è bisogno di consultare gli astri né i politologi per prevedere le conseguenze. E il Papa insiste: la pace è "ancora" possibile. Purché non manchi "una volontà d’intesa leale e costruttiva", "in armonia col diritto internazionale", "gesti concreti di pace aperti ad ogni uomo". Anche le ricette non sono nuove; ma sono così difficili da mettere in pratica, che il Papa invita a pregare. 

La novità è piuttosto questa: che la gente gli sta obbedendo, più di quanto obbedì a Benedetto e a Pio. Si raduna ai suoi Angelus e chiede la pace; prega con lui nella Messa; si veglia nelle chiese, le diocesi e i movimenti cattolici organizzano Rosari. E’ un fenomeno imponente, spontaneo, di una intensità insolita: mai come questo Natale si son viste le chiese così piene, con la gente che risponde di slancio agli inviti del prete a invocare la pace. Anche la familiarità e l’intimità con cui questo avviene va sottolineata: ciascuno va dal suo pastore o da Pietro, e si scopre folla, attorno al vecchio tremolante, al vecchio padre indebolito che chiama a pregare i suoi figli e nipoti, anche lontani, anche polemici o distratti. 

Non è poi tanto frequente, quel che vediamo. Il mondo cattolico non è un monolite fondamentalista, che si butta a terra quando suona la voce del muezzin. Non accade spesso - né su tutti i temi - questa intima sintonia fra la gerarchia e il suo vertice vivente, e l’inclinazione profonda del multiforme "mondo cattolico". Stavolta sta accadendo: spontaneamente e intimamente, sulla pace il popolo sta col Papa e sente che lui dice le cose giuste, indica i giusti rimedi, richiede il giusto atteggiamento: preghiera a Dio, perché dagli uomini c’è poco da sperare. Se è un buon segno, facciamoci gli auguri per il 2003: la pace è davvero "ancora" possibile. 

L’Italia in marcia con la speranza
di Maurizio Blondet

[Da "Avvenire", 02 gennaio 2003]

A Cremona, in cattedrale, erano cinquemila. Migliaia ad Assisi. Altre migliaia a Roma, Siracusa, Aviano... E non si sa quanti in ogni diocesi, in ogni chiesa della penisola e del mondo. Fra l’ultima notte del 2002 e la prima mattina del 2003, è accaduto un evento imponente, un evento di massa, che i media non registreranno: milioni di credenti, col loro Pontefice, hanno pregato per la pace. Non è colpa dei media. Le agenzie di stampa hanno pur segnalato, la mattina di ieri, che "l’Angelus del Papa in Piazza San Pietro s’è trasformato in una manifestazione per la pace". Secondo l’Ansa, "un serpentone ininterrotto" di giovani e famiglie, il corteo organizzato dalla Sant’Egidio, "ha bloccato il Lungotevere". L’evento qui era assolutamente visibile: tanto da poter essere chiamato "manifestazione". Ma non è il suo nome giusto. Le manifestazioni, anche "pacifiste", sono organizzate da qualche centrale ideologica. E sono in qualche modo "contro". L’evento in corso non è contro Bush, contro Israele, contro l’America; non ha slogans né striscioni. È la gente cristiana che, di fronte alla nube della guerra che s’addensa sul mondo, invoca la pace. Come si dice degli iceberg, è la parte invisibile di questo fatto la più grande. Nessuno può dire quanti, nella notte dedicata al cenone di San Silvestro, hanno digiunato per la pace. Nessuno può dire quanti, in piccoli gruppi, nelle parrocchie, negli ospedali, nelle case di riposo, in questi giorni stanno recitando il Rosario alla Regina Pacis. Le "manifestazioni" sono rivendicazioni polemiche rivolte a uomini, ai politici, ai responsabili. Questo "evento" (che non si sa nemmeno come chiamare) è una richiesta corale rivolta a un potere molto più alto. 

Il sintomo è grave: e dovrebbe apparire grave anche a chi non crede. Quelli che pregano non sono tutti santi. Né votano tutti per lo stesso partito. Ma - cosa grave - sentono che non c’è più tempo per litigare, dividersi, discutere, fare pressioni. Sentono che le forze in moto verso la guerra non possono più essere frenate da sforzi umani. E spontaneamente (la spontaneità di questo evento non sarà mai abbastanza sottolineata) mettono mano alle loro armi sperimentate nei secoli come assolute. Il Rosario, in fondo, è ancora quello di Lepanto; tecnologicamente rimodernato (chi non va in chiesa spesso non lo sa) per renderlo adatto ai tempi nuovi: l’intercalare a "Maria Regina della Pace", e la clausola: "Porta in cielo tutte le anime, specie le più bisognose della Tua misericordia", che è un’innovazione scaturita dalle apparizioni ultime. Insomma, è un’arma da Apocalisse.

© Avvenire

 


 
   

Links Correlati

· Inoltre Cattolici e guerra
· News by yalan


Articolo più letto relativo a Cattolici e guerra:
I cristiani e il servizio militare

 

   

Valutazione Articolo

Punteggio Medio: 0
Voti: 0

Dai un voto a questo articolo:

Eccellente
Ottimo
Buono
Sufficiente
Insufficiente

 

   

Opzioni


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile

 

 

 
Totus Tuus Banner Exchange
Totus Tuus Banner Exchange


Iscriviti alla mailing list degli aggiornamenti del sito spedendo una mail
senza oggetto a questo indirizzo: leggendanera-subscribe@yahoogroups.com



Vai a Totus tuus



Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, si dichiara che questo sito non rientra nella categoria
di "informazione periodica" in quanto viene aggiornato ad intervalli non regolari.
Il materiale riportato nel sito www.kattoliko.it/leggendanera è pubblicato senza fini di lucro e a scopo di fini di studio,
commento, didattici e di ricerca. Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse.








banner 140x126

Engine WL-Nuke - Powered by WebElite