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Il grido silenzioso



 

30 domande ai pacifisti
 di Rodolfo Casadei

Il 15 febbraio in tutto il mondo si scende in piazza contro l’ipotesi di un intervento militare in Irak. Ci piacerebbe una risposta ad alcuni interrogativi.

[Da "Tempi" n. 7 del 13 Febbraio 2003]

1) Perché il movimento pacifista scende in campo sempre e soltanto quando sono in questione interventi militari o sistemi di armamento degli Stati Uniti e dei loro alleati? 
2) Perché il movimento pacifista non ha mai organizzato manifestazioni contro le guerre, le invasioni, le stragi, le torture e le esecuzioni di massa che Saddam Hussein ha compiuto - spesso con la complicità o l’omertà di Ovest, Est e mondo arabo - nei suoi 25 anni di potere?
3) Nel manifesto che pubblicizza la manifestazione del 15 febbraio c’è l’immagine di un bambino con una pompa di benzina alla tempia. E’ giusto preoccuparsi dei bambini che potrebbero morire per una guerra scatenata dagli Usa e di quelli che sono vittime delle sanzioni economiche contro quel paese. Ma dove eravate quando Saddam gasava i bambini curdi e dove siete quando, ogni giorno, i carnefici del regime torturano i bambini degli oppositori per piegare i loro genitori?
4) Perché non avete manifestato quando noi della stampa abbiamo dato notizia dello scandaloso uso delle risorse del programma umanitario Onu "food for oil" da parte dell’Irak? Fondi stornati per spese di lusso (palazzi presidenziali e stadi olimpici), beni di prima necessità venduti di contrabbando all’estero per rifornire di valuta il regime, fondi disponibili non impegnati e non spesi? Non sono questi altrettanti delitti contro i bambini irakeni?
5) Quando l’Onu decise l’intervento armato per liberare il Kuwait, voi vi opponeste. Quando mantenne le sanzioni economiche per costringere l’Irak al disarmo, di nuovo vi opponeste. Vi siete opposti alle no-fly zones imposte da Usa e Regno Unito all’Irak. Oggi affermate che non si devono prendere misure contro le violazioni di 17 risoluzioni Onu (18 con la violazione già avvenuta della risoluzione 1441) da parte dell’Irak perché anche altri paesi violano risoluzioni Onu. Avete notato che le vostre posizioni coincidono sempre con quelle del regime irakeno? Questo vi crea qualche imbarazzo?
6) Nella sua intervista al deputato britannico Tony Benn Saddam Hussein ha espresso il suo apprezzamento per l’azione del movimento pacifista internazionale ("ammiriamo lo sviluppo del movimento per la pace nel mondo negli ultimi anni", ha detto). La cosa vi crea qualche imbarazzo?
7) L’organizzazione pacifista Usa Answer, che è uno dei principali organizzatori della manifestazione internazionale del 15 febbraio, nel suo congresso del Cairo nel dicembre scorso ha approvato una risoluzione in cui è scritto che "l’ammissione dell’esistenza di restrizioni dello sviluppo democratico in Irak" non può essere addotta come motivo per un’aggressione militare. Siete anche voi convinti che la corretta definizione dell’odierna realtà irakena sia "esistenza di restrizioni dello sviluppo democratico"?
8) Posto che una guerra che causerebbe lutti e sofferenze di portata imprevedibile nella regione appare immorale, giudicate invece morale abbandonare i bambini, le donne e gli uomini dell’Irak per un tempo indefinito nelle mani di Saddam Hussein?
9) Siete più preoccupati per le sofferenze a venire delle persone che vivono in Irak e Medio Oriente, o siete più preoccupati per l’eventualità che sui paesi europei ricadano le conseguenze di tale guerra, cioè atti terroristici e minacce militari dal mondo arabo?
10) Non sarebbe meglio ammettere che nel pacifismo europeo ha un ruolo importante il desiderio di quieto vivere, l’insensibilità e l’indifferenza verso l’oppressione patita da altri popoli, perché impegnarsi davvero a fianco di costoro vorrebbe dire esporre i nostri paesi, e dunque le nostre vite, a sanguinose ritorsioni?
11) Come si può considerare credibile il movimento pacifista quando in passato si è opposto a tutti gli interventi militari internazionali, compresi quelli legittimi e inevitabili condotti dalla Nato in Bosnia per salvare i musulmani massacrati da Milosevic e da Usa ed alleati in Afghanistan per distruggere le basi dei terroristi di Al Qaeda che stavano preparando attentati con armi di distruzione di massa?
12) Quando i suoi esponenti di punta, come Gino Strada, hanno accomunato sotto l’etichetta di "terrorista" sia gli attentati del settembre 2001 che la reazione degli Stati Uniti contro i talebani ed Al Qaeda?
13) Perché il 15 febbraio il movimento pacifista non manifesta anche contro la Corea del Nord, che ha denunciato il trattato di non proliferazione nucleare, ha cacciato gli ispettori dell’Onu, ha annunciato che produrrà testate nucleari e ha minacciato di guerra gli Stati Uniti?
14) Perché non ha mai manifestato mentre in Corea del Nord morivano per fame, a causa di una carestia conseguenza della dissennata politica del regime comunista nelle campagne, 2 milioni e 700 mila persone negli ultimi cinque anni?
15) Perché il 15 febbraio il movimento pacifista non manifesta contro la nomina a capo della Commissione Onu per i diritti umani della Libia, paese che viola tutti i diritti umani, civili e politici e che non ha mai permesso sul suo territorio un’ispezione della Commissione Onu per i diritti umani o di enti non governativi come Amnesty International o Human Rights Watch?
16) Perché il 15 febbraio il movimento pacifista non manifesta contro il presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe, che con la sua politica dell’occupazione e dell’esproprio violento delle terre ha causato una carestia che affligge 6 milioni di persone, perseguita in tutti i modi gli oppositori ed ha organizzato un processo burletta contro il capo dell’opposizione?
17) Perché il movimento pacifista non manifesta, né il 15 febbraio né mai, per i cristiani perseguitati e uccisi in Sudan, Nigeria, Pakistan, Molucche, ecc.?
18) Perché il movimento pacifista espone puntualmente nelle sue manifestazioni la bandiera cubana e il vessillo col volto di Che Guevara, cioè un simbolo di lotta armata rivoluzionaria?
19) Il movimento pacifista pensa che le uniche guerre da condannare o da evitare sono le "guerre imperialiste", mentre la violenza rivoluzionaria anti-imperialista è accettabile?
20) Negli anni Cinquanta il movimento pacifista in Occidente lottava contro la bomba atomica, ma quando anche l’Unione Sovietica ebbe la sua atomica il movimento si dissolse come neve al sole. Negli anni Ottanta il movimento pacifista non scese per le strade quando l’Urss puntò i suoi missili atomici SS20 contro l’Europa, ma quando la Nato rispose dispiegando i missili Pershing e Cruise. Come mai le posizioni pacifiste coincidevano sempre con gli interessi di politica estera dell’Unione Sovietica?
21) Se in passato il movimento pacifista ha sempre fatto gli interessi dell’Unione Sovietica contro quelli dell’Occidente, se nelle sue manifestazioni odierne lascia esporre l’icona di Che Guevara, se non protesta contro tutte le violazioni dei diritti umani e tutte le guerre, ma sanziona sempre soltanto gli Stati Uniti, non ci tocca concludere che al movimento pacifista non interessano tanto la pace e le sofferenze umane, quanto piuttosto di contribuire alla sconfitta dell’Impero?
22) Perché si chiamano in causa gli interessi petroliferi Usa quando si analizza il proposito americano di disarmare Saddam Hussein con la forza, e non si chiamano in causa gli interessi petroliferi di Francia e Russia in Irak quando questi paesi attuano una strategia diplomatica che favorisce il riarmo irakeno?
23) Chi, nel mondo cattolico, pensa di rendere un servizio alla pace proponendo all’opinione pubblica l’alternativa secca fra il presidente statunitense Bush, che è un leader politico, e Giovanni Paolo II, che è un’autorità religiosa, non sta invece riportando indietro di un millennio la storia dell’Europa, all’alternativa fra teocrazia e cesaropapismo, cioè fra potere politico nelle mani dell’autorità religiosa e potere religioso nelle mani dell’autorità politica?
24) Perché si vuole strumentalizzare l’autorità sacrale di cui il Papa è depositario in quanto vicario di Cristo per avvalorare un giudizio politico che dovrebbe fondarsi sulla semplice ragione naturale e la competenza laicale?
25) Perché proprio chi in passato si riempiva la bocca con "l’autonomia delle realtà terrene" enunciata dal Concilio Vaticano II oggi promuove la commistione fra la dimensione profetica del cristianesimo e le responsabilità storiche che il cristiano ha in quanto cittadino della città terrena?
26) Perché chi in passato accusava di integralismo chiunque affermasse che l’esperienza cristiana doveva avere un rilievo nella vita pubblica oggi scade nelle forme più viete di integralismo, quelle che investono di competenze politiche l’autorità religiosa?
27) è lecito, per un fine strumentale di natura politica, abbassare un pronunciamento papale a opinione da mettere ai voti?
28) è lecito strumentalizzare il Papa, vicario di Cristo, allo scopo di presentare un capo di Stato come una sorta di Anticristo?
29) Ferma restando la legittimità di giudicare temeraria ed avventurista la politica estera degli Usa, in che misura rientra nell’identikit dell’Anticristo un presidente che taglia i fondi alle organizzazioni internazionali che sponsorizzano l’aborto libero e stanzia fondi aggiuntivi per 10 miliardi di dollari per la lotta contro l’Aids nel mondo per i prossimi cinque anni?
30) Perché la stampa e le organizzazioni cattoliche impegnate nella demonizzazione di G.W. Bush non danno mai alcun risalto alle politiche del presidente americano che promuovono valori propri del cristianesimo (vita, famiglia, assistenza ai malati)?

© Tempi

 


 
   

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