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Il grido silenzioso



 

Quel ritratto di CL è Infedele
 di Antonio Socci

[Da "Il Giornale", 12 Novembre 2003]

Molte sono le operazioni di Romano Prodi per propiziare un suo ritorno in Italia. E uno degli intellettuali più interessanti del suo mondo è Gad Lerner. Bisognerebbe riflettere dunque sul suo attivismo all’interno del mondo cattolico, mondo di cui lui non fa parte, ma che sembra aspirare a "guidare", unificato politicamente, verso lidi prodiani.

La puntata di sabato scorso del suo talk show, "L’Infedele" - un flop dal punto di vista degli ascolti (attorno all’1 per cento di share) - è stata però molto rivelatrice se la si valuta politicamente. E’ stata interessante anche per qualche retroscena emerso ieri sui tagli tecnici a certe dichiarazioni…

L’argomento scelto – ovvero il movimento di Comunione e liberazione – sarebbe stato interessante se affrontato con taglio giornalistico, cioè con curiosità, esplorando e narrando tutta la ricchezza di storie di questa gente presente ormai in 70 paesi del mondo, con straordinarie opere di carità negli angoli più sofferenti del pianeta.

Invece Lerner non sembrava avere nessuna curiosità. La sua passione politica sembra aver preso il sopravvento sulla sua passione giornalistica, che in passato aveva prodotto programmi comunque stimolanti e interessanti (professionalmente Lerner era davvero bravo). Così – in quelle due ore di noia - è passata un’operazione politica.

E’ accaduto infatti che gli ospiti di Comunione e liberazione lì presenti sono stati sottoposti a una specie di "simpatico e amichevole" (?) processo, che aveva due capi d’accusa: settarismo (ovvero, chiusura, integralismo con sospetto di intolleranza) e sete di potere (con la demonizzazione solita di Andreotti e Berlusconi). A sostenere l’accusa erano lo stesso Lerner e un paio di intellettuali dossettiani a cui il giornalista è attualmente molto vicino.

Si è trattato di un processo surreale perché CL negli anni Settanta subì centinaia di aggressioni dall’estremismo di sinistra, e Giancarlo Cesana, suo attuale leader, ha dovuto difendersi dall’accusa di settarismo davanti a un giornalista che – lo ha tranquillamente ricordato lui stesso – in quegli anni militava in Lotta Continua. Ora, sono certo che Lerner non abbia mai personalmente partecipato a gesti di intolleranza, ma forse sabato più che fare l’accusatore di CL, avrebbe dovuto chiedere alla Sinistra un bel "mea culpa". Sarebbe stato un bel gesto: finora nessuno ha mai chiesto scusa ai ciellini per ciò che dovettero subire a quei tempi. Peraltro sono certo che Lerner condanna quei fatti terribili di allora. Ma sembrano piacergli solo i "mea culpa" altrui…

Analogamente era surreale sentir accusare CL di sete di potere dagli intellettuali cattolici, perché il cattolicesimo "dossettiano" e progressista, in Italia, ha letteralmente dominato per decenni (ovviamente non intendo riferirmi personalmente a quegli ospiti, di cui poco conosco, ma a quella realtà culturale e politica).

Una delle colpe imperdonabili di CL – stando all’"Infedele" - è stata quella di aver provato addirittura a elaborare un proprio giudizio culturale molto critico verso quel mondo cattolico dominante. Soprattutto si è citata – come "capo d’imputazione" - un’inchiesta del "Sabato" (scritta da me) poi raccolta in pamphlet con l’autorevole prefazione di Augusto Del Noce.

Nel 1987, per aver pubblicato quell’inchiesta, un’associazione cattolico-progressista ci denunciò al Tribunale ecclesiastico di Milano, dov’era vescovo il cardinal Martini. Pensavo che a trovarsi sotto critica, nel rievocare questa brutta faccenda, dovessero essere i denuncianti di allora, perchè è assurdo che dei laici vengano deferiti a un Tribunale ecclesiastico per aver espresso delle loro libere opinioni storiografiche.

Invece anche in questo caso si è ribaltata la frittata. All’ "Infedele" sembrava che dovessero essere i ciellini a discolparsi per aver tentato una loro nuova lettura dei fatti storici. Oltretutto la scheda preparata dalla redazione dell’ "Infedele" affermava che fummo "condannati" dalla Chiesa per quello scritto. Ma a me non risulta. Accadde che la Curia milanese "spinse" per una "conciliazione", cosicché la direzione del "Sabato" dovette fare una mezza abiura, per motivi di disciplina ecclesiastica, cosa assai antipatica (io non abiurai proprio nulla, anche se, ovviamente, oggi, scriverei in modo molto diverso quel testo).

Sabato sera insomma si è visto un incredibile ribaltamento delle parti. Solo ieri si è appreso un retroscena. Lo ha raccontato, nel suo sito internet, Sandro Magister, il bravo vaticanista dell’Espresso che era fra gli ospiti. Dunque su questa storia del Tribunale ecclesiastico lui stesso, Magister, durante la trasmissione aveva detto cose anticonformiste, che però non sono state messe in onda: il programma è registrato e gli autori probabilmente devono tagliare ogni volta delle parti. Per carità, non parliamo di censura. Sarà stato un normale taglio tecnico.

Comunque stavolta è saltata questa dichiarazione di Magister: "CL provocò quello sconquasso perché toccò un punto decisivo, su cui l’intero mondo cattolico italiano era ipersensibile.. Il pensiero dossettiano" proseguiva Magister "era all’epoca assolutamente dominante tra l’intelligenza cattolica ed ecclesiastica. CL vi si opponeva da sempre, e lo si sapeva. Ma, con i suoi articoli irriverenti del 1988, per la prima volta ’Il Sabato’ riversò quell’opposizione in una controstoria. Riscrisse la vicenda dei cattolici nell’Italia degli anni Settanta e Ottanta in chiave ’revisionista’, del tutto contraria alla storia che andava per la maggiore. E come puntualmente accade ogni volta che si fa ’revisionismo’, lo sconquasso fu grande".

Ecco la conclusione di Magister: "invece che discutere la controstoria per quello che essa diceva, i ’cattolici democratici’ ricorsero ai tribunali ecclesiastici per zittirla. Io giudico quella reazione del tutto indifendibile. Mentre oggi vedo con piacere che di queste cose finalmente si comincia a dibattere con distacco critico, senza scomuniche".

E’ un peccato che sia stato tagliato proprio questo intervento. In ogni caso è apparso chiaro alla fine che il senso della puntata riguardava proprio la "conciliazione" fra le diverse anime del mondo cattolico. Lerner ha esplicitamente dichiarato che la sua ambizione era dimostrare di essere capace perfino di far dialogare il mondo di Cielle con i cattolici prodiani. Magari con l’ambizione di spostare le simpatie dei ciellini da Berlusconi e Andreotti, al professore bolognese.

Il boccone è andato un po’ di traverso a Lerner perché Cesana l’ha subito informato che CL parla da sempre con tutti nella Chiesa, dossettiani compresi e che, dunque, non c’è bisogno di lui per dialogare nel mondo cattolico. Ma chissà che il tentativo di Lerner non riveli proprio il disegno politico prodiano: portare via i cattolici alla Casa delle libertà.

© Il Giornale

 


 
   

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