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Il grido silenzioso



 

Il creato narra la gloria di Dio
 di Paolo Pugni

Lo studio delle leggi che reggono l’universo conduce alla ricerca del loro Autore. Che è Dio.

[Da "Il Timone" n. 21, Settembre/Ottobre 2002]

Uno sguardo attento al creato conduce a Dio: l’occhio innamorato sa scorgere l’amato nelle tracce che ha lasciato. La natura è un perfetto meccanismo fatto per accogliere l’uomo e ricordargli il suo Padre che sta nei deli, ma che non cessa di chinarsi verso i suoi Figli. Potrebbe bastare la bellezza del panorama, che si tratti delle vette innevate o delle profondità del mare, lo spettacolo del tramonto, il mistero della vita per capire che tutto questo non è che un messaggio che conduce al suo Autore. Vogliamo però andare più in là, esaminando i meccanismi che tengono tutto questo in movimento.

Lo studio vigile delle leggi che governano l’ordine dell’universo conduce a Dio: di recente abbiamo visto come il cosmo sembri disegnato per permettere la vita dell’uomo, come ogni costante delle leggi fisiche scoperte dal l’uomo, riconduca ad un disegno che proprio all’uomo ha riservato il posto centrale. Perché? Il disegno divino di affidare all’uomo un luogo fatto per lui perché lo custodisca e lo conservi si svela alla lettura della Genesi. Il racconto della creazione è stato sottoposto a manipolazioni di ogni sorta, da chi lo ha considerato una cronaca letterale di ciò che accadde come da chi ci ha letto l’impossibilità dell’esistenza divina, e forse anche da chi ha tracciato resoconti compatibili con le teorie cosmologiche più recenti.

L’interpretazione che ne dà l’americano Scott Hahn, nel suo libro A Father who keeps his promises, ci permette di cogliere invece la finalità dell’intervento divino e quindi apprezzare il creato non solo come impronta di Dio, ma soprattutto come dono che il Padre ci ha fatto.

Hahn scorge un interessante simmetria nei primi sei giorni della creazione nei quali il creato, informe e deserto, viene plasmato per accogliere l’uomo. I primi tre giorni servono a creare i regni nei quali

abiteranno le creature, permettendo così al caos informe di divenire cosmo abitabile, i seguenti tré giorni popolano i regni disegnando lo scenano nel quale andrà ad abitare l’uomo

Usando una tabella il tutto è così rappresentabile: 

Dio crea l’uomo alla fine del sesto giorno, quando tutto è stato ordinato per accoglierlo.

Dopo la creazione di Adamo, Dio si riposa creando il Sabato, che benedice e consacra: forse era stanco per il lavoro fatto ? Certamente no: intendeva coinvolgere l’uomo nel riposo della Sua Grazia, dopo avergli affidato il Creato in qualità di re e sacerdote. L’universo parla di Dio perché attraverso l’universo Dio parla ai suoi figli.

Che il creato sia a misura d’uomo lo conferma una riflessione sulle tre frecce del tempo che scandiscono la vita dell’universo: quella termodinamica, quella psicologica, e quella cosmologica.

La prima è descritta dal Secondo Principio della Termodinamica, il quale stabilisce che ogni trasformazione contribuisce ad aumentare lo stato del disordine, il cui stato è misurato attraverso l’entropi.a Uno dei classici esempi che si possono portare è quello delle palline colorate: se abbiamo una scatola con due scompartì, uno dei quali contiene palline bianche e l’altro nere e cominciamo a scuotere la scatola cosicché le palline passino da una parte all’altra, ciò che accadrà è un progressivo aumento del livello di mescolamento. È impossibile ripristinare l’ordine iniziale continuando a scuotere la scatola.

L’uomo per vivere ha bisogno di alimentarsi, dal punto di vista energetico brucia i cibi per produrre energia termica e dinamica, forme di energia estremamente disordinata.

La seconda spiega lo scorrere del tempo accostandolo al crescere del disordine. Noi tutti percepiamo lo scorrere del tempo: il nostro cervello ricorda solo ciò che è avvenuto e lo fa passando da uno stato disordinato a uno ordinato nel quale venga disegnato un ricordo da memorizzare, con consumo di energia e un aumento del disordine generale.

La direzione del tempo in cui l’uomo ricorda è quello dell’aumento del disordine, in pieno accordo con la freccia termodinamica.

La terza freccia, quella cosmologica, indica la direzione verso la quale l’universo si sta movendo. A questo proposito le ipotesi attuali riguardo il futuro del creato sono tre e tutte riguardano la velocità di espansione dell’universo e la forza di gravità: la prima dice che l’universo si espande troppo lentamente per vincere la gravità, per cui arriverà il momento in cui l’universo comincerà a contrarsi per implodere nel big crunch, l’esatto opposto del big bang. La seconda, all’opposto, sostiene che la velocità dell’universo e tale da garantire una crescita senza fine. La terza presume il raggiungimento di un equilibrio. Quale che sia l’ipotesi vera, c’è da chiedersi come mai noi viviamo nel periodo di espansione del cosmo. La risposta è facile: la vita non sarebbe possibile nella fase di contrazione nella quale la freccia termodinamica, e quindi quella psicologica, assumerebbero una dimensione negativa. L’uomo ha bisogno di una forte freccia termodinamica per vivere, essendo una creatura che produce molto "disordine".

II creato è proprio un palcoscenico disegnato a misura dei suoi figli da un Padre affettuoso e innamorato.

Ricorda

"La tappa scientifica della nostra ricerca conduce chiaramente a questa conclusione: le scienze continuano a esistere, ma scientismo e materialismo sono morti e screditati. Il conflitto fra Dio e la scienza assomiglia alla storia dell’innaffiatore innaffiato. Non è Dio ad essere morto davanti alla luce dello scientismo, è invece lo scientismo che è morto davanti alla luce di Dio, in quanto la sua creazione riporta la scienza adulta a un umile realismo, di fronte a un mondo che sorpassa l’intelligenza dell’uomo" (Rene Laurentin, Dio esiste, ecco le prove. Le scienze erano contro. Ora conducono a Lui, Piemme, Casale Mon.to (AL) 1997, p. 67].

Bibliografia

Paolo Pugni, L’origine dell’universo, in Fogli, giugno 1990, n 153
Renè Laurentin, Dio esiste, ecco le prove. Le scienze erano contro. Ora conducono a Lui, Piemme, Casale Mon to (AL) 1997
Stanley I. Jaki, Dio e i cosmologi, Libreria Editnce Vaticana, Città del Vaticano1991
Eugenio Corti - Giancarlo Cavalieri, Scienza e Fede, Mimep-Docete, Pessano (Mi) 1995
Domenico E. Ravalico, La Creazione non è una favola. Edizioni Paoline, Cinisello Bal.mo (MI) 1987

© Il Timone

 


 
   

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