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Il grido silenzioso



 

I diritti degli indifesi
 di Antonio Socci

[Da "Il Giornale", 13 Giugno 2000]

La sinistra italiana, in stato confusionale, plana inavvertitamente verso una cultura razzista? Non è una domanda ironica o un’insinuazione provocatoria, ma un invito alla riflessione, al dialogo rispettoso e civile con tante persone ragionevoli che militano in quell’area. Ecco il punto: lo Stato italiano afferma che gli animali sono titolari di diritti, ma al piccolo dell’uomo viene adesso negato questo riconoscimento per un emendamento proposto da Ersilia Salvato e fatto approvare al Senato dalla Quercia il 7 giugno. 

Domani Forza Italia al Senato proporrà di cancellare questa mostruosità giuridica. Forse non si è ben capita la portata di quell’emendamento. Tutti si sono con centrati sull’argomento centrale: fecondazione assistita. In realtà quell’emendamento non c’entra niente con il comprensibile desiderio di uomini e donne di essere padri o madri. Riassumiamo. Almeno tre leggi recenti si ripropongono la tutela degli "animali non umani". La n. 281 esprime il fondamentale principio che l’animale possiede un suo status giuridico. Il nuovo articolo 727 del Codice penale prevede, fra le fattispecie criminose, la detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. Gli animali sono tutelati non solo dalla sofferenza psicofisica, ma anche etologica. È reato anche l’abbandono di animali. Sono specialmente protette le femmine gravide per tutelare i loro piccoli. 

La magistratura ha ribadito che gli animali non sono cose, ma esseri senzienti e perciò meritevoli di tutela diretta. C’è perfino un decreto presidenziale (attuazione della direttiva CEE n. 86/113) per la protezione delle galline ovaiole in batteria. Ma l’emendamento della Salvato approvato al Senato ha voluto cancellare i "diritti del concepito" dell’uomo. È stupefacente. Il Pds con Occhetto abbracciò le teorie "vivente non umano". Tutti hanno diritti, dai panda al microbi, alle piante amazzoniche, "viva la biodiversità" ma nessun diritto spetta al "concepito" dell’uomo, che -per chi non lo sapesse- è un essere umano fin dal primo istante, con un Dna unico e irripetibile dove è gia scritto tutto di lui: se è maschio o femmina, il colore dei suoi occhi, la sua statura, la sua voce, la sua predisposizione - per dire - alla musica. Nella legge in discussione la cancellazione del riferimento ai "diritti di tutti i soggetti coinvolti, in particolare del concepito" è stata spacciata come una conquista di civiltà. In realtà per avere uno Stato la cui legge non riconosce degli esseri umani come persone, bisogna risalire alla Germania degli anni Trenta nei confronti degli ebrei, o ai Paesi schiavisti. 

L’altro ieri L’Unità pubblicava le solite lagne di Valter Veltroni contro la "visione egoistica" che avrebbe la destra: la bandiera della sinistra sarebbe la difesa dei più deboli. Ma poi nega i diritti degli esseri umani più piccoli e indifesi. Cani e gatti randagi per legge non possono essere maltrattati, ne ammazzati. Ed è giusto. Ma i piccoli dell’uomo non hanno diritti. Non è un problema che riguardi la religione, ma la civiltà giuridica. Infatti sul Corriere della Sera di domenica Ernesto Galli della Loggia -a partire da posizioni puramente laiche e liberali - mostra come la sinistra si sia mossa, su questa legge, con un fanatismo ideologico che le ha impedito di porsi le domande di fondo. E sottolinea anche la contraddittorietà di una sinistra che fa "battaglie di principio" in difesa del Gay pride (perché è politically correct), ma insorge scandalizzata se si parla di "princìpi" nella legge sulla fecondazione assistita. Quella che sta nascendo è una "sinistra darwiniana". 

Del resto "A Darwinian Left" era proprio il titolo di un famoso libro di Peter Singer. Per Singer non solo il concepito, ma neanche il neonato ha un diritto assoluto a essere considerato "persona". Il New York Times gli dedicò un articolo con.questo titolo: "Quando è giusto uccidere infante". Anche sui giornali italiani sono state sintetizzate le tesi di questo filosofo. Fiamma Nirenstein scriveva: "Ora, "persona" è per Singer chi sente, chi ha la capacità di godere e di soffrire e anche di presentire il dolore, il sacrificio e la morte. le conseguenze che ne tira è che si fa più danno morale uccidendo una mucca in buona salute, e quindi in buona coscienza, che un bambino fortemente handicappato e quindi incapace di sentire o di presentire. Singer non teme lo scandalo. Se per i contadini cinesi ha un senso sociale uccidere le bambine, dice chi può dire che ciò sia invece sbagliato?". Si diffonde una cultura per cui il valore assoluto attribuito alla vita di un bambino e il valore relativo di quella di un lombrico sarebbero pregiudizi giudaico-cristiani di cui bisogna disfarsi. In un servizio del Corriere della Sera anno scorso si leggeva: "Singer sostiene che l’eutanasia può essere applicata anche a un neonato emofiliaco. È vero che il neonato emofiliaco potrebbe vivere "in un positivo equilibrio tra felicità e infelicità", e quindi ci si potrebbe opporre all’eutanasia. Ma se la sua morte inducesse i genitori ad avere un altro figlio "con migliori prospettive di felicità maggiore per tutti", l’opposizione può cadere. "Da un punto di vista complessivo - afferma Singer uccidere il neonato emofiliaco è giusto se non ha conseguenze sugli altri: non è l’equivalente morale di uccidere una persona". Singer è il maggior teorico della "liberazione animale", un anno fa è approdato alla prestigiosa cattedra di bioetica dell’università di Princeton. I conservatori protestarono. il Wall Street Journal insorse. Gli avversari di Singer lo ritengono "uno degli uomini più pericolosi del mondo". C’è chi considera "naziste" le sue idee, ma lui (peraltro ebreo, con alcuni parenti vittime della Shoa) non è affatto un nazista, anzi è un democratico e un progressista, che finanzia pure opere benefiche. 

Come seguace di Jeremy Bentham e John Stuart Mill ritiene che si debba ottenere la massima felicità per il maggior numero possibile di persone. Circa un anno fa pubblicava su un’importante rivista della sinistra italiana il saggio "Ciao Darwin, la sinistra ti chiama". In sintesi il filosofo diceva: se ci preoccupiamo troppo di tutelare i più deboli danneggiamo la specie. Sembra il futuro ideologico dei "progressisti" europei. Filantropi di questo tipo, commossi per la fame in Africa, potrebbero quasi prendere sui serio la "Modesta proposta" di Jonathan Swift che suggeriva, in un suo scritto satirico, di mangiare i bambini per garantire la sopravvivenza del popolo irlandese costretto alla fame dagli inglesi.

© Il Giornale

 


 
   

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