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Il grido silenzioso



 

Fuori i preti dall'ONU
 di Rino Cammilleri

[Da "Il Timone" n. 8, Luglio/Agosto 2000]

In effetti si deve dire che i "cattolici del dissenso" hanno un attivismo che sarebbe degno di miglior causa, nonché una grinta che, se l’avessero i cattolici del consenso, forse il mondo sarebbe se non un paradiso almeno un po’ meno malvagio. 

L’ultima loro trovata è questa: sbattere il Vaticano fuori dall’Onu. Il motivo? Sempre il solito: la dottrina della Chiesa su aborto e contraccezione. La capintesta della campagna è la signora Frances Kissiing, presidente del Catholic for free choice, una delle tante Organizzazioni non governative (Ong) che affollano il Palazzo di Vetro e credono di poter influire sulle scelte dei padroni del mondo. L’ostilità nei confronti della presenza vaticana viene così riassunta dalla suddetta: "Non si comprende perché un ente con cento ettari di terra e qualche attrazione turistica, con cittadinanza che esclude donne e bambini, debba sedere al tavolo con i governi e stabilire politiche che riguardano proprio la sopravvivenza di donne e bambini". 

In verità, si potrebbe subito osservare che quel che non si comprende è come le politiche incentrate su contraccezione e aborti possano garantirla, la sopravvivenza di donne e bambini. Questa onorata battaglia condotta dalla Kissiing, e che ha coinvolto finora altre quattrocento Ong (ma quante sono in tutto, queste Ong, migliaia?) ricorda da vicino quella a suo tempo condotta dal governo anticlericale italiano agli accordi di Versailles del 1919. 

Da quel tavolo della pace, come è noto, l’Italia uscì con le ossa rotte e con quella "vittoria mutilata" che diede spago al nascente movimento fascista. Seicentomila morti e un numero incredibile di mutilati per un "inutile macello" (come giustamente lo definì il papa di allora) sulle cui vere cause ancora oggi gli storici si interrogano. Una guerra che fu più estesa di quella successiva e che ebbe come risultato il definitivo declino dell’Europa a tutto vantaggio degli Stati Uniti nella leadership mondiale. 

Gli antichi imperi di diritto divino disparvero in pochi anni. Scomparve l’impero ottomano, islamico; quello prussiano, luterano, quello inglese, anglicano; quello asburgico, cattolico; quello russo, ortodosso. L’ultimo imperatore del Sacro Romano Impero morì in esilio, separato anche dai suoi figli. Era il Servo di Dio Carlo d’Austria, che nessuno proclamerà mai beato perché sarebbe il massimo della politically uncorrectness. Era un uomo che volentieri volentieri si inginocchiava davanti alle truppe schierate per dire il rosario, un combattente valoroso che non esitò mai ad esporsi in prima persona, anche per soccorrere i feriti nemici (per lui erano gli italiani). Fino all’ultimo cercò di scongiurare quella guerra, e sarebbe stato disposto a ogni sacrificio pur di farla cessare. Ma ormai certi "poteri forti" avevano deciso il nuovo assetto del mondo. A noi italiani, l’Austria avrebbe dato gratis quel che volevamo, pur di garantirsi la nostra neutralità. Invece andò come andò. E da Versailles l’Italia uscì con le "mani nette" ma umiliantemente vuote. L’unica, dico l’unica, "vittoria" dei rappresentanti italiani fu quella di far escludere il Vaticano dalla conferenza di pace. 

Ebbene, certi visceralumi sono duri a morire, e riversano in sedi istituzionali i loro personali astii. Certo, il Vaticano è uno staterello, ma rappresenta qualche miliardo di persone; guarda caso, proprio la parte del mondo che risulta più sensibile alle politiche di denatalità (ammesso che siano atte a risolvere i problemi). Il miliardo di musulmani per esempio contribuisce non poco al sovraffollamento planetario (sempre, ripetiamo, che sia questo il problema), eppure non ha rappresentanza unitaria all’Onu. Come pensano di risolvere, le Ong del dissenso, tale questione? L’esplosione demografica è un mito destituito, ormai anche autorevolmente, di ogni fondamento. Ma a quanto pare, esistono organizzazioni che assorbono denaro a palate, le quali continuano a ragionare secondo schemi di quarant’anni fa. Anzi, dei tempi di Rousseau, perché seguitano a sentirsi portatrici del "fardello dell’uomo bianco" che deve farsi carico di civilizzare il "buon selvaggio", cominciando con l’educarlo alle gioie della pillola e del preservativo. 

Già, perché dopo tutti questi decenni di studi e denari buttati, la ricetta per il Terzomondo è sempre la solita: siete troppi. E ci volevano quattrocento Ong per capire che il miglior sistema per risolvere i problemi di un poveraccio è quello di eliminarlo (il poveraccio, e con lui il problema)? Non ci stupisce vedere questa bella pensata capeggiata da cattolici dissenzienti. I quali sono come coloro che, entrati nel club del bridge, cercano di introdurre regole di scopone, e non passa mai loro per la testa di fare la cosa che sarebbe più ovvia e sensata: cambiare club. Invece no. Con la psicologia del cavallo di Troia (il quale, come è noto, era di legno), assorbono luoghi comuni attinti alla cultura radicale e vogliono applicarli per forza alla Chiesa. E dire che basterebbe prendere un atlante politico per verificare che i luoghi terzomondiali dove l’affollamento È minore e le prospettive di vita sono maggiori sono proprio quelli di influenza cristiana. Meglio, cattolica. Dove ci sono i missionari, ci sono ospedali e scuole. Dove c’è un’educazione cristiana, c’è anche un’educazione allo studio, al lavoro, al matrimonio monogamo, indissolubile e fedele, alla castità prematrimoniale, alla paternità responsabile e ai metodi naturali.

© Il Timone

 


 
   

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