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Il grido silenzioso



 

Crociati del laicismo
 di Nicola Matteucci

[Da "il Giornale", 28 marzo 2003]

Tramontato il comunismo e con esso il marxismo la sinistra si è trovata sprovvista di una vera e propria ideologia, dato che nelle definizioni riformista o riformatore resta ancora qualcosa di vago. In verità nell’imminenza delle elezioni il ribadire da parte della Chiesa i suoi antichissimi principi morali, morali e non politici, ha fatto insorgere nella sinistra (non nella Margherita) i laicisti, i quali dimenticano che la nostra Costituzione (art. 19) afferma che della fede religiosa si può fare propaganda. I laicisti sono coloro che dello Stato laico hanno fatto un’ideologia o una religione e vogliono che la Chiesa ad essa si sottometta, dato che bisogna liberare l’individuo anche in questioni che toccano la coscienza. Qualcosa che ricorda o lo Stato etico di Hegel o la religione civile, la religione del cittadino di Rousseau. 

In verità il concetto di Stato laico è ormai storicamente superato. Un tempo lo Stato e la Chiesa erano sovrani, pur avendo rapporti tra loro, con Papa Karol Wojtyla la Chiesa ha trovato un altro interlocutore: non parla più alla Stato, ma al popolo cristiano. Questo è possibile perché la Chiesa ha accettato la democrazia e il Concilio Vaticano II, in una finale Dichiarazione dal titolo Dignitatis humanae, ha accettato la libertà religiosa. 

I nostri laicisti e i numerosi professori che li sostengono con le loro divagazioni sono fuori dal tempo storico nel quale tutti noi viviamo. Assai più attento è il Papa Joseph Ratzinger quando è preoccupato per il relativismo, il nichilismo e l’edonismo che ci stanno uccidendo. I laicisti credono che la Chiesa sia contraria alle libertà individuali, sia avversaria della modernità e nemica della scienza. 

Per le reazioni della sinistra al discorso del cardinale Camillo Ruini, Presidente della Cei, Il Corriere della Sera ha parlato di anticlericalismo. In molti c’era forse il vecchio anticlericalismo, ma il Corriere non è capace di capire il male oscuro in cui stiamo entrando. Solo Il Foglio di Giuliano Ferrara se ne è accorto. Direi con Benedetto Croce che stiamo entrando nell’età «dell’Anticristo». 

C’è molto materialismo ed ateismo nel voler introdurre nella scuola al posto dell’ora di religione in nome della scienza le teorie di Darwin e le scoperte sul Big Bang (da cui è nato l’Universo), fotografato un millesimo di secondo dopo che si è verificato. C’è molta ricerca del benessere nell’accettare l’eutanasia sui nati malformi (l’eutanasia pediatrica). Sparta lo faceva perché voleva solo giovani idonei al combattere, ora lo si fa per togliere ai genitori ogni preoccupazione. Si vuole facilitare l’aborto anche togliendo al medico cattolico l’obiezione di coscienza che gli consente di non praticarlo e poi la nuova genetica è indifferente alla distruzione di tanti embrioni che sono organismi viventi. 

Il liberalismo è del tutto estraneo al laicismo. Ricordiamo tre classici, i quali tutti affermano che la libertà religiosa è la madre di tutte le libertà, affermazione per il laicista priva di senso. John Locke vieta al magistrato di occuparsi di temi e di questioni attinenti alla religione. 

Per Alexis de Tocqueville la fede religiosa è indispensabile per una società democratica edonistica perché serve da contraltare alla pura ricerca del benessere che da sola porta all’accettazione di un regime autoritario. Benedetto Croce, meditando sull’ateismo degli Stati totalitari (nazismo e comunismo), scrive il saggio Perché non possiamo non dirci cristiani.
Con questo richiamo a Croce concludo.

© Il Giornale    

 


 
   

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