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Il grido silenzioso



 

Prof., ebreo, progressista dice no all’intolleranza degli ideologi liberal
 Israel critica Luzzatto

[Da "il Foglio", 21 ottobre 2004]

“Capisco il fastidio per il vittimismo cattolico, ma occorre lucidità. Il capo delle comunità ebraiche sbaglia”.

Zapaterismo, laicismo servile

Roma. “Comprendo le motivazioni psicologiche che hanno spinto Amos Luzzatto a quel tipo di reazione, ma non condivido le conclusioni”. Giorgio Israel, saggista e docente all’Università La Sapienza, giustifica in parte l’intervista al Corriere del Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche sul caso Buttiglione e sulla “nuova inquisizione anticristiana” denunciata dal cardinale Renato Martino: “Pesa un senso d’invadenza che la Chiesa ha spesso dimostrato e che può far sembrare curiosa la protesta di sentirsi perseguitati”. Secondo Israel c’è una “difficoltà psicologica di molti ebrei di mettersi dalla stessa parte. Ci vuole molta lucidità per farlo. Ma è una lucidità obbligatoria”. Tuttavia, la vicenda Buttiglione non ha niente a che fare con l’insofferenza per il clericalismo, “non è stato accusato di aver avanzato progetti di gestione inficiati da un simile atteggiamento, ma è stato bocciato per le sue opinioni. Sarebbe come bocciare un commissario alle questioni alimentari perché pensa che mangiare maiale è peccato”. Secondo Israel è difficile negare che Buttiglione sia rimasto vittima di un pensiero “politically correct”, che guarda con sospetto alle religioni salvo una, quella islamica: “In Spagna, cassata l’ora di religione nelle scuole, il governo ha assunto un centinaio d’insegnanti islamici”. Anche il figlio di Israel, esentato dall’ora di religione, ha dovuto subire un corso alternativo di lettura del Corano: “E’ un laicismo servile che si inginocchia davanti alle nuove culture. E quando dico nuove intendo quelle che non fanno parte delle radici storiche dell’Occidente”. E’ una manifestazione di quell’odio di sé tipico dell’Europa fuoriuscita dai totalitarismi di cui parla Furet. Non sbaglia Luzzatto quando cita le altre culture, oltre a quella cristiana: “Ma sono marginali nella nostra storia, incluso l’Islam. Diciamolo a costo di sollevare i clamori dei beoti e degli ignoranti. L’Europa si è fondata sui pilastri greco – latino ed ebraico – cristiano. Certamente l’Islam ha contribuito alla scienza e alla filosofia, ma come ha osservato Koyré, ‘la rivoluzione scientifica è avvenuta nell’ambito dell’occidente cristiano e non nell’Islam, che è regredito e questo è quel che conta davvero’”. E’ l’Europa del laicismo postmoderno, che rifiuta se stessa, improntata alla derisione dei valori forti, il politically correct che secondo lo storico Chartier altro non è che “una forma di marxismo debole delle società opulente”. Ha raccolto i rottami del marxismo perdendone però i connotati forti, riducendosi a una filosofia relativista.

Un nuovo maccartismo

Si tratta di lobby, come dice Martino? Difficile dirlo per Israel. Quello che sa è che due suoi libri sono stati respinti con la motivazione che esprimevano una forma di riscoperta religiosa: “Si trattava invece di una critica del materialismo e del meccanicismo”. Ricorda poi quei colleghi francesi che gli davano del criminale perché si rifiutava di giustificare i kamikaze. Un collega lo ha invitato ad una conferenza chiedendogli di presentarlo come contrario al Muro israeliano: “Gli ho risposto di no ed è caduto l’invito. E’ il nuovo maccartismo o piuttosto il nuovo stalinismo”. Campioni di quest’ideologismo spoglio sono Spagna e Francia: “La prima è il laboratorio di un ritorno a forme di anticlericalismo da anni trenta. La Francia vive un repubblicanesimo svuotato, è un guscio vuoto. Dentro l’uovo è entrato il comunitarismo, che sgretola il tessuto sociale ed è abilmente manipolato da intellettuali islamici come Tariq Ramadan”. Edmund Burke lo chiamava “gergo dell’ipocrisia”. Si confonde il rispetto delle minoranze con una società aggregato di minoranze libere di fare quello che vogliono: “Chi vuole fare procreazione la faccia come gli pare, se Tor Bella Monaca diventa a maggioranza islamica perché non lasciare che viga la sharia?”. Si rischia di cestinare l’intero liberalismo occidentale: “Se passa questa linea abbiamo chiuso”. Nella generale ondata anticattolica anche l’ebraismo può essere colpito: “Ha ragione Ferrara, il nuovo antisemitismo si sta sviluppando in questo contesto. Bisogna riconoscere l’esistenza di un comune pericolo che rischia di affondare la speranza stessa di vivere liberamente, che gli ebrei si sono conquistati dalla fine del ‘700 in avanti, negli Stati Uniti e nell’Europa illuminista”.

© il Foglio

 


 
   

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