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Il grido silenzioso



 

Inquisizione laica dell'Europa
 "The Wall Street Journal Europe", 13 ottobre 2004; tr. it. "il Giornale", 14 ottobre 2004

Il caso Buttiglione

A giudicare dalla reazione isterica dei membri socialisti del Parlamento europeo, si potrebbe pensare senza timore di esagerare che Torquemada sia uscito dalla tomba, per usurpare il portafoglio Giustizia e Affari interni della Commissione Europea e ristabilire l’Inquisizione. «Sconvolgenti», è il termine usato dal presidente socialista del Parlamento europeo, Josep Borrell, per definire le dichiarazioni di Rocco Buttiglione sull’omosessualità e il matrimonio. Buttiglione, italiano, professore di filosofia, cattolico osservante e amico del Papa, è stato il primo candidato della Commissione Europea ad essere dichiarato inaccettabile da un comitato parlamentare.

Il voto non è vincolante, ma Barroso intende aspettare la riunione con i leader parlamentari del prossimo 21 ottobre –una settimana prima del voto definitivo in seduta plenaria sui candidati scelti per la Commissione- prima di decidere come rispondere su quanto accaduto. Gli consigliamo di leggersi attentamente la trascrizione delle affermazioni fatte dal comitato parlamentare. Lo sdegno verso le dichiarazioni di Buttiglione dice molto sull’estremismo laico dei suoi accusatori, ma dice ben poco che possa far pensare al filosofo come ad un fondamentalista cattolico o a una persona inadatta al compito da svolgere.

Le affermazioni di Buttiglione più duramente criticate durante l’audizione parlamentare riguardavano la sua opinione circa l’omosessualità. La maggior parte dei mezzi d’informazione ha voluto citare soltanto una parola delle sue affermazioni, e precisamente il termine «peccato» che, preso fuori dal suo contesto, era già sufficiente a provocare una pioggia di proteste. È stato accusato di essere un nemico de gli omosessuali incline alla crociata. Esaminiamo più da vicino che cosa ha detto veramente.

«È importante – ha detto Buttiglione ai legislatori - fare una distinzione fra moralità e legge», distinzione evidentemente troppo sottile per la gran parte dei presenti. «Si possono considerare immorali molte cose che non sono proibite. Posso pensare che l’omosessualità sia un “peccato”, ma ciò è inefficace, a meno che io non affermi che è un crimine. Lo stato non ha diritto di interferire in questo campo». Buttiglione non avrebbe potuto fare una dichiarazione più forte in difesa della libertà personale e del diritto a seguire il proprio orientamento sessuale senza interferenze dello Stato. Ma questo non ha soddisfatto i parlamentari europei i quali, quando parlano di uguali diritti, in realtà intendono diritti di interesse particolare. E sono proprio questi che Buttiglione respinge. «I diritti degli omosessuali devono essere difesi sulla stessa base dei diritti di tutti gli altri cittadini europei. Ma non accetto che gli omosessuali siano considerati una categoria a parte, che richiede una particolare protezione» ha detto Buttiglione. Questo è ciò che ha effettivamente irritato i parlamentari socialisti e verdi, che evidentemente ritengono le loro richieste massimaliste sui diritti dei gay come parte della principale corrente europea.

Buttiglione ha replicato che le cose non stanno così, e ha precisato che solo tre paesi dell’Unione Europea, Spagna, Paesi Bassi e Belgio, permettono attualmente il matrimonio fra individui dello stesso sesso. Ha aggiunto che questo non deve diventare un argomento di legislazione europea, opinione a nostro avviso ragionevole data la delicatezza culturale dell’argomento. Che gli omosessuali meritino o richiedano diritti particolari e che tali diritti debbano portare avanti ulteriormente la loro causa, è una questione che ogni paese può decidere singolarmente. Buttiglione poggia su una base solida quando afferma che la questione non deve essere imposta agli europei da anonimi legislatori di Bruxelles, ansiosi di ampliare il loro potere e divulgare le loro opinioni sulla moralità. «Credo nella libertà, che significa non imporre agli altri ciò che uno considera giusto», ha detto Buttiglione. «Alla domanda se proporrò una norma che legalizza le famiglie omosessuali, la risposta è no».

Ancora più stupefacente è il modo in cui un’altra delle dichiarazioni di Buttiglione è stata travisata dai parlamentari e da molti mezzi di informazione che lo hanno dipinto come un misogino, che vuole le donne chiuse in casa a fare figli. Il matrimonio, ha detto, «consente alle donne di avere figli e nello stesso tempo la protezione di un uomo». È chiaro che, se un’osservazione di carattere sociologico con profonde radici nella biologia umana viene usata in modo scorretto per diffamare una persona, non può trattarsi di un semplice malinteso. «Non ho mai detto che voglio una famiglia in cui la donna stia a casa ad allevare i figli. Ho detto che nel mondo di oggi le donne hanno troppi obblighi e che dobbiamo trovare il modo di consentire loro la maternità e di sviluppare le loro doti a livello professionale», ha detto Buttiglione a sua difesa al termine dell’audizione. Pochi femministi potrebbero sollevare obiezioni. Eppure al candidato italiano è stato affibbiato il ruolo di un fanatico religioso, che vuole riportarci indietro ai tempi del Medioevo.

Il Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi, ha spiegato così questi attacchi. «L’idea di mettere in discussione la libertà di coscienza e l’opinione di un candidato commissario di fede cattolica, contestando la distinzione laica fra moralità e legge, puzza di fondamentalismo se non addirittura di oscurantismo», ha detto Berlusconi. Tristemente, il Primo Ministro pare aver ragione. Molti cosiddetti europei progressisti non vedono la fede cristiana come un pilastro della civiltà occidentale, ma sempre di più come la sua antitesi. Per loro, la vicinanza di Buttiglione al Papa è gia una ragione sufficiente per non dargli fiducia. E il fatto che egli faccia parte dell’attuale governo italiano il quale, fra l’altro, ha sostenuto la guerra in Irak, non aiuta certo. «Il commissario alla Giustizia non può venire dal governo Berlusconi» ha detto il socialista portoghese Antonio Costa, scoprendo le sue carte.

Nel frattempo, Buttiglione ha confermato che non rinnegherà i suoi principi. «Non prostituirò la mia coscienza. Non so se sarei pronto a farmi tagliare la testa per le mie idee, ma certamente non mi venderò per un lavoro di commissario europeo». Ci sembra che possa essere un grande commissario.

 


 
   

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