Maritain
e l'Europa unita
Nel
numero 94 (inverno 2006-2007) della rivista parigina Catholica diretta
da Bernard Dumont, c'è un ampio riesame dell'opera di
Jacques Maritain, in considerazione del «posto eccezionale
che quest'uomo ha nella storia della Chiesa contemporanea».
Nel titolo il filosofo Maritain viene definito «Le
passeur», cioè il traghettatore, e in effetti egli
lo fu. Contro ogni sua intenzione, fu il traghettatore di tanta parte
della cultura cattolica dalla precedente posizione antimodernista
all'incontro, e infine alla confusione, col laicismo, soprattutto
comunista e radicale.
E
lo stesso giudizio che anche noi abbiamo sempre dato del personaggio
quando in Italia le sue posizioni venivano portate avanti con
entusiasmo da un folto gruppo d'intellettuali cattolici, con capofila
Giuseppe Dossetti, e comprimari Giuseppe Lazzati, Amintore Fanfani,
Giorgio La Pira e altri, i quali con la loro tenace azione hanno
introdotto nella Democrazia Cristiana degasperiana le divisioni
teoriche (si veda il cosiddetto "testamento" di De Gasperi del giugno
1954, oggi dimenticato): divisioni teoriche che piu tardi sarebbero
state la vera causa della spaccatura del partito, e del suo attuale
stato di sommersione.
Nell'esame
di Catholica - condotto con grande acutezza, come è nella
tradizione della rivista - ci sorprende che non venga dato il debito
rilievo alla conseguenza dell'opera di Maritain che più si
avverte oggi: la paralisi negli sviluppi dell'Europa Unita.
Com'è noto, I'unità europea è stata
ideata con forza, passione e capacità dai cattolici De
Gasperi, Adenauer e Schuman nel primo dopoguerra, in un tempo
cioè in cui praticamente tutti i popoli europei avevano
affidata la ricostruzione del massacrato continente a uomini politici
d'ispirazione cristiana. Un tempo in cui sotto il profilo culturale
andava prospettandosi I'avvento della "città di Dio" di cui
parla il filosofo Agostino, che stava sostituendosi alia
"città terrena" (guidata dal "principe di questo mondo",
cioè dal demonio, che aveva portato alla distruzione
dell'intero continente). In quei giorni tutti, chi più chi
meno, sentivamo che era in formazione una nuova società
cristiana, e cercavamo di prospettarcene le caratteristiche. E' in tale
clima che ha fatto presa su tanti giovani cattolici colti il progetto
di "nuova cristianità" presente nel libro più
importante di Maritain Umanesimo integrale: si trattava di una
cristianità nella quale, inaspettatamente, si faceva spazio
anche ai marxisti e ai laicisti radicali (a Voltaire!), a causa delle
verità cristiane che, sia pure "impazzite" (cioè
capovolte), erano presenti nei loro patrimoni culturali. A questo punto
va ricordato che la buona fede e anche lo zelo cristiano di Maritain e
degli altri personaggi sopra nominati sono fuori discussione. Ma essi
erano in uno stato di grave, incredibile cecità specialmente
quanto all'essenza del marxismo e delle sue reali spaventose
applicazioni storiche. (Si veda per esempio in Umanesimo integrale
I'affermazione, nonostante il costante insegnamento in contrario della
Chiesa: «Una gran luce di verità attraversa
I'opera di Marx», e per quanto riguarda la Russia di Stalin:
«E lì in divenire qualcosa d'importanza innegabile
per I'evoluzione delle condizioni d'esistenza
dell'umanità»: questo mentre vi erano in corso
macelli su scala di milioni... Ma le citazioni possibili ci
porterebbero via troppo spazio).
La
smentita più piena è giunta poi, parecchi anni
dopo, quando la menzogna su cui si reggeva il comunismo, i suoi immensi
massacri, I'abbrutimento e I'impoverimento dei popoli ad esso soggetti,
sono stati riconosciuti dagli stessi dirigenti sovietici. In questa
drammatica circostanza, può interessare qui in Italia il
piccolo episodio del sindaco di Firenze La Pira, che da tempo era
diventato entusiasta corrispondente del presidente russo Kruscev:
stando alle notizie allora circolanti e mai smentite, quando Kruscev,
smessi i salamelecchi, gli ha inviata la propria Relazione dei crimini
di Stalin perchè la pubblicasse in Occidente, La Pira si
è rifiutato di pubblicarla, in quanto essa contrastava in
modo colossale con I'atteggiamento tenuto fino allora da lui e dai suoi
amici dossettiani e cattocomunisti in genere (cfr. Avvenire del
19/2/1976. Saremmo tuttavia ben lieti se ci fosse fornita la
dimostrazione del contrario). In Francia è accaduto di
peggio: la nota rivista Esprit di Emmanuel Mounier, punta di diamante
del maritainismo piu spinto, ha continuato a conservarsi nel suo
vecchio indirizzo, accuratamente tenendo nascoste ai suoi lettori per
oltre un decennio le rivelazioni dei dirigenti sovietici...
Veniamo
al nostro tempo: dopo le rivelazioni dei capi russi I'intero arcipelago
ideologico socialcomunista e laicista europeo, che aveva nel comunismo
la propria avanguardia, ha perduta la spinta propulsiva ed è
andato trasformandosi (si veda I'analisi di Del Noce) in edonismo di
massa. II che ha almeno liberato I'Europa dall'incessante minaccia
comunista. In pari tempo però, come abbiamo riferito prima,
anche la cultura cattolica si era andata autoemarginando e dividendo
fino alla paralisi. Perciò I'unificazione europea ha potuto
sì in qualche modo continuare, ma senza piu I'indirizzo
originario di De Gasperi, Adenauer e Schuman, e senza essere animata
dai loro ideali cristiani,
Né
da ideali d'altro genere, visto che le utopie storiche laiciste si sono
andate sempre più trasformando in vuote tendenze
edonistiche. Cosicché I'Europa Unita appare ora un enorme
corpo senz'anima, in preda a una gestazione che non finisce mai. Con
sussulti paradossali di tanto in tanto: come il divieto da parte del
presidente della repubblica francese di ricordare nella costituzione
europea le radici cristiane della sua civiltà, o come
I'esclusione dalla dirigenza europea del ministro italiano Rocco
Buttiglione, perché critico nei riguardi della sodomia.