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Ed. 2000 (eur 16,53)

 

 


L'isola del paradiso

In ordine cronologico, l'ultima opera di Eugenio Corti, edita dalla solita, ottima Ares ed uscita nel luglio 2000; L'isola del paradiso è un soggetto cinematografico originariamente scritto da Corti nel 1970.
La forma narrativa scelta è quella del racconto per immagini, come per il precedente La terra dell'indio.

La storia è quella dell'ammutinamento del Bounty, ma lasciamo ogni altra spiegazione direttamente a Corti: "Quell'ammutinamento è l'unico episodio storico dell'età moderna - siamo alla fine del '700 - che si è trasformato in mito. La vicenda ha sollecitato e sollecita la fantasia di molti scrittori del mondo anglofono, legati all'idea (tutta teorica) di una vita felice allo stato di natura, nella libertà senza regole dei 'mari del sud'. Sull'argomento sono stati prodotti anche due famosi film, che però raccontano solo la parte della storia riguardante la ribellione dei marinai e il loro ritorno al paradiso terrestre di Tahiti. In realtà, di coloro che sono poi fuggiti con le donne più belle su un'isola sconosciuta per vivere nello stato di natura, ne è scampato uno solo: tutti gli altri si sono ammazzati tra loro o suicidati. L'unico superstite si è convertito grazie alla Bibbia (il solo libro rimasto, dopo la distruzione della nave), su cui insegnava a leggere e scrivere ai bambini: in seguito alla sua conversione tutta la comunità è passata ad una vita regolata e severa, senza più ammazzamenti. Il mio racconto si incentra su quest'ultima parte della storia, che dimostra come anche nella vita allo 'stato di natura' l'uomo debba fare i conti col male che porta dentro di sé".

Dalla quarta di copertina delle edizioni Ares:
L'autore de Il cavallo rosso a confronto narrativo con un mito moderno: il pugno di marinai ribelli della nave inglese Bounty che nel 1789 volle riprodurre il paradiso in terra vivendo in assoluta libertà in un'isola tropicale.
Corti mette in scena quella vicenda utopistica e tragica rappresentando con dialoghi e descrizioni gli ammutinati e la trama dei loro comportamenti.
Una storia avvincente in un "racconto per immagini" che inventa uno stile narrativo per accompagnare il lettore contemporaneo nei territori dello sguardo.
Ci si emoziona per le speranze, le passioni e gli errori di uomini come Christian, Young, Smith, Minari, e per la grazia e il coraggio e il buonsenso di donne come Susanna, Sara, Maimiti e Balhadi.
Pitcairn, l'"isola del paradiso", si rivela man mano al lettore come un completo microcosmo di umanità, dove peccato e redenzione combattono la loro eterna battaglia quotidiana.

 

Eugenio Corti