L'isola
del paradiso
In
ordine cronologico, l'ultima opera di Eugenio Corti, edita dalla
solita, ottima Ares ed uscita nel luglio 2000; L'isola del paradiso
è un soggetto cinematografico originariamente scritto da
Corti nel 1970.
La forma narrativa scelta è quella del racconto per
immagini, come per il precedente La terra dell'indio.
La
storia è quella dell'ammutinamento del Bounty, ma lasciamo
ogni altra spiegazione direttamente a Corti: "Quell'ammutinamento
è l'unico episodio storico dell'età moderna -
siamo alla fine del '700 - che si è trasformato in mito. La
vicenda ha sollecitato e sollecita la fantasia di molti scrittori del
mondo anglofono, legati all'idea (tutta teorica) di una vita felice
allo stato di natura, nella libertà senza regole dei 'mari
del sud'. Sull'argomento sono stati prodotti anche due famosi film, che
però raccontano solo la parte della storia riguardante la
ribellione dei marinai e il loro ritorno al paradiso terrestre di
Tahiti. In realtà, di coloro che sono poi fuggiti con le
donne più belle su un'isola sconosciuta per vivere nello
stato di natura, ne è scampato uno solo: tutti gli altri si
sono ammazzati tra loro o suicidati. L'unico superstite si è
convertito grazie alla Bibbia (il solo libro rimasto, dopo la
distruzione della nave), su cui insegnava a leggere e scrivere ai
bambini: in seguito alla sua conversione tutta la comunità
è passata ad una vita regolata e severa, senza
più ammazzamenti. Il mio racconto si incentra su
quest'ultima parte della storia, che dimostra come anche nella vita
allo 'stato di natura' l'uomo debba fare i conti col male che porta
dentro di sé".
Dalla
quarta di copertina delle edizioni Ares:
L'autore de Il cavallo rosso a confronto
narrativo con un mito moderno: il pugno di marinai ribelli della nave
inglese Bounty che nel 1789 volle riprodurre il paradiso in terra
vivendo in assoluta libertà in un'isola tropicale.
Corti mette in scena quella vicenda utopistica e tragica rappresentando
con dialoghi e descrizioni gli ammutinati e la trama dei loro
comportamenti.
Una storia avvincente in un "racconto per immagini" che inventa uno
stile narrativo per accompagnare il lettore contemporaneo nei territori
dello sguardo.
Ci si emoziona per le speranze, le passioni e gli errori di uomini come
Christian, Young, Smith, Minari, e per la grazia e il coraggio e il
buonsenso di donne come Susanna, Sara, Maimiti e Balhadi.
Pitcairn, l'"isola del paradiso", si rivela man mano al lettore come un
completo microcosmo di umanità, dove peccato e redenzione
combattono la loro eterna battaglia quotidiana.