Processo
e morte di Stalin
con altri testi sul
comunismo
"L'esperimento
comunista" è stato pubblicato dalla Casa Editrice Ares nel
1991: comprende una parziale riedizione di saggi che già
erano stati pubblicati in precedenza (provenienti da "Il comunismo
com'è", Fogli, 3 1976, n. 28-29, e "Il comunismo
realizzato", Fogli, 12 1985, n.97-99) e la tragedia "Processo e morte
di Stalin" nella sua forma definitiva (già edito
autonomamente presso l'editore Massimo, Milano, nel 1962).
Nel
1999 la Ares ne pubblica una ristampa dal titolo "Processo e morte di
Stalin": cambiano la veste grafica e l'ordine delle opere, viene
aggiunto il saggio "Le responsabilità della cultura
occidentale nelle grandi stragi del nostro secolo".
I saggi pubblicati costituiscono la parte prima del volume,
"Ciò che è storicamente accaduto", e sono divisi
in 3 gruppi: "In Russia", "In Cina" e "In Indocina"; la parte seconda
del volume, "Alla radice dei fatti", è costituita dalla
tragedia "Processo e morte di Stalin" (tradotta in russo, polacco e
francese). Infine "In margine" è pubblicato un breve saggio
intitolato "Le responsabilità della cultura occidentale".
Di
chiarezza assoluta nello spiegare il comunismo nei suoi aspetti
filosofici e politici, il volume ha suscitato le urla indignate del
mondo cosiddetto culturale italiano: il curatore di questo sito ricorda
ancora la presentazione del volume presso il Liceo Classico Statale "G.
Carducci" e l'indegna bagarre che ne seguì, con l'oggettiva
impossibilità da parte di Corti di ribattere alle
aggressioni verbali di una parte del corpo docente, di fede puramente
marxista.
Dalla
quarta di copertina dell'edizione 1991 Ares:
Questo libro espone con singolare chiarezza
le ragioni per le quali nei paesi dell'Est (Russia - Cina - Indocina)
non è stato possibile costruire la società
comunista, anzi non vi si è potuto costruire nemmeno il suo
"primo gradino", cioè la società socialista. Il
lettore, abituato da sempre ai luoghi comuni della televisione e dei
grandi giornali, rimarrà sorpreso dalla
profondità della presente analisi, contestuale allo
svolgersi degli avvenimenti, rendendosi fin da principio conto di avere
a che fare con la verità tutt'intera. Del necessario
fallimento del marxismo, qui descritto e annunciato, l'ambasciatore
d'Italia a Mosca Luca Pietromarchi ha scritto: "Non poteva concepirsi
dimostrazione più stringente e vera".