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Ed. 1994 (eur 18,00)

 

 


Gli ultimi soldati del re

Cronologicamente, è l'ultimo romanzo di Corti: pubblicato nel maggio 1994 nell'ormai consueto silenzio di giornali e televisioni, nel luglio dello stesso anno ha già raggiunto le terza edizione ed è attualmente alla quarta.
Nel 2003 viene pubblicata la prima edizione americana per i tipi della University of Missouri Press.

E' questo il completamento di una precedente opera, "I poveri cristi", pubblicato da Garzanti nel 1951, che ancora una volta entusiasma Apollonio; non soddisfatto degli esiti narrativi raggiunti con "I poveri cristi", Corti si era ripromesso di riprendere in mano l'opera per ampliarla e migliorarla: "Gli ultimi soldati del re " ne è il risultato.

Il tema trattato è quello della campagna d'Italia vista dal punto di vista degli appartenenti all'esercito regolare italiano, fedele al Re: una storia su cui poco si è scritto, dal momento che la storia della Liberazione è sempre stata identificata con la Resistenza partigiana. Da notare che questo tema viene ripreso da Corti anche ne Il cavallo rosso: Manno partecipa alla guerra di liberazione nelle file dell'esercito regolare, mentre uno dei fratelli di Ambrogio si arruola nelle file dei partigiani. Nuovamente, la voce di Corti è tra le poche fuori dal coro: "Il numero dei veri combattenti partigiani e dei soldati di liberazione è stato grosso modo uguale, così come le ore di combattimento sostenute [...] Tra la nostra guerra e quella dei partigiani c'era una differenza fondamentale: noi combattevamo senza odio".

"Anzi, dal principio alla fine noi del Corpo di liberazione, mentre ci battevamo contro i Tedeschi, abbiamo sperato con tutto il cuore di non dover combattere anche contro reparti fascisti, cioè contro altri Italiani [...] Tra i partigiani inoltre c'erano - e occupavano uno spazio molto rilevante - i comunisti, i quali avevano in animo di introdurre una dittatura peggiore di quella che stava andando in rovina: la loro eventuale rivoluzione, riuscita o meno, avrebbe costituito per l'Italia un'enorme tragedia".

Dalla quarta di copertina dell'edizione Ares:
Gli ultimi soldati del Re d'Italia sono quelli che dal 1944 al 1945, inquadrati nell'esercito regolare, hanno combattuto insieme con gli "Alleati" contro i tedeschi. Non con odio, ma spinti da senso del dovere, amore per la patria, desiderio di finire al più presto una guerra che lacerava i corpi e le coscienze. La storia di questi uomini, negli annali dell'Italia ufficiale, occupa un ruolo minore: fin qui si è preferito proporre, o anche imporre, la storia parallela della resistenza partigiana. E' una delle ragioni per cui, con Gli ultimi soldati del Re, Eugenio Corti coglie ancora una volta di sorpresa il panorama storico e narrativo italiano. Già vi era riuscito nel 1983 con Il cavallo rosso: il grande romanzo "cattolico", rispettoso della storia ma non dei miti elaborati dagli storici, italiano ma internazionale, corale e felice nel dipingere i singoli.
Gli ultimi soldati del re è una sorpresa analoga. Era ancora tutta da raccontare la storia delle emozioni e dei sentimenti che si manifestavano in quanti - soldati, fra i quali l'autore, e civili -, anziché polemizzare con le autorità legittime, si diedero in ogni modo da fare per uscire dalla sconfitta e dal caos.
Gi ultimi soldati del re: la grande narrativa illumina la verità della storia.

 

 

Gli ultimi soldati del re