Eugenio
Corti, due libri per un incontro con un amico
Tra
i 116 incontri della XXI edizione del Meeting di Rimini riguardanti il
tema dell'anno, il ciclo di incontri promosso dalla Compagnia delle
Opere con lo slogan 'Libertà, libertà' le tavole
rotonde e le testimonianze, i seminari e la presentazione di mostre,
uno spazio considerevole anche quest'anno è stato riservato
alla presentazione di libri in relazione al cordiale rapporto di
collaborazione con le case editrici cattoliche, anche di piccole
dimensioni, solitamente escluse dalle grandi promozioni commerciali.
Due
di questi incontri hanno visto la partecipazione dello scrittore
brianzolo Eugenio Corti, che ha avuto una calorosa accoglienza dal
pubblico del meeting che già lo ha apprezzato in precedenti
edizioni ed è appassionato lettore dei suoi libri.
Lunedì pomeriggio si è trattato della
presentazione del libro Un sogno per la vita - Lucille e Piero Corti
una coppia di medici in prima linea, scritto dal giornalista canadese,
collaboratore di Le Mond, Michel Arseneault (Ed. Paoline). L'incontro
è stato particolarmente coinvolgente per la testimonianza
diretta della figlia dei protagonisti del libro, Dominique Corti
Vergani che ha delineato i tratti soprattutto della madre, Lucille
Teasdale; canadese, mentre Eugenio Corti ha parlato del fratello Piero
(quinto dei dieci fratelli Corti).
Si
è trattato del racconto di una storia vera, quella di una
coppia di medici missionari in Africa e fondatori del St. Mary's
Hospital di Lacor in Uganda dove, oltre la cura dei malati, si formano
medici ed infermieri autoctoni. "È il risultato di un sogno
che è divenuto realtà" come sostiene l'autore.
Lucille, chirurgo, ha lottato con eccezionale volontà contro
malattie, superstizioni e guerre ed è morta nel '96 vittima
dell'Aids contratto durante un'operazione a un ferito di guerra 7 anni
prima, quando il virus era sconosciuto.
Eugenio
Corti ha invece ricordato la tragicità della situazione
ugandese, appresa dal fratello Piero, ancora peggiore di quella del
fronte russo del suo romanzo Il cavallo rosso tra i cui protagonisti
è tratteggiato lo stesso Piero nei panni di Pino. Corti ha
inoltre sottolineato l'atteggiamento del fratello e della cognata
assomiglino a quello di certi operatori della chiesa di fine '800 in
cui è evidente l'intervento di Dio nella storia e la
Provvidenza ha salvato la vita a Piero e fa giungere fondi per
l'ospedale. Quindi Donato Greco, direttore dell'Istituto superiore di
sanità di Roma ha illustrato la vasta attività
svolta dall'attuale "Fondazione Piero e Lucille Corti" Onlus, sostenuta
anche dal governo italiano e basata sulla cooperazione e la ricerca
finalizzate alla prevenzione e cura dell'Aids.
Venerdì
pomeriggio è stata presentata invece l'ultima opera di
Eugenio Corti, L'isola del paradiso (ed. Ares) con la partecipazione,
oltre che dell'autore, del giornalista Massimo Caprara, della
scrittrice nostra concittadina Paola Scaglione e del direttore delle
Edizioni Ares - Studi cattolici, Cesare Cavalieri, scopritore e
valorizzatore dello scrittore. Cavalieri ha annunciato che a Corti
verrà assegnato il 27 ottobre il Premio della cultura
cattolica di Bassano, considerato il corrispettivo cattolico del Nobel
per la letteratura. Questo riconoscimento è una presa di
coscienza definitiva del ruolo di Corti nella cultura cattolica, intesa
non come etichetta, ma come grande arte i cui contenuti toccano il
cuore e rimandano a concetti di verità e bellezza. L'isola
del Paradiso è una storia avvincente, un racconto per
immagini che riprende il dramma dell'ammutinamento del Bounty e il
successivo tentativo de marinai ribelli di riprodurre il paradiso in
terra in un'isola tropicale.