Maggiolini
e il caso Corti:
"Preclusioni verso gli scrittori cattolici"
RIMINI
- Un vescovo al Meeting di Rimini con Massimo Caprara, segretario del
leader del Pci, Palmiro Togliatti; con il poeta Davide Rondoni e con
Ettore Bernabei, il potentissimo "padrone" della televisione di Stato
negli anni passati: è il vescovo di Como, Monsignor
Alessandro Maggiolini.
D.
Un dibattito incandescente, dati il calibro, la personalità
e le provenienze dei relatori?
R. Io sono venuto qui soprattutto con l'intenzione di ascoltare e poi,
il messaggio è uno solo: vivendo cristianamente, non cambia
la vita. Cambia l'atteggiamento nei confronti della vita. E' un
atteggiamento positivo. E' l'atteggiamento di chi riconosce che la vita
ha un senso.
D.
Possibile che Monsignor Maggiolini rinunci a commenti pastorali o
civili, che riguardano società, ideologie e costumi, di
fronte ad una platea qualificata e con personaggi che si presterebbero
alla polemica?
R. Sono stato invitato per presentare l'ultimo romanzo di Eugenio
Corti, scrittore cattolico, residente in Brianza, che non esito a
paragonare a Riccardo Bacchelli: fui il primo a recensire una sua
opera, Il Cavallo rosso, sull'Osservatore Romano, diversi anni fa. E'
un romanzo giunto ormai alla tredicesima edizione, tradotto in
francese, tedesco, spagnolo, rumeno. Ma questo romanzo, come tutti gli
altri, come lo stesso scrittore, in Italia ha avuto una sorte
singolare.
D.
E cioè?
R. Pochi giorni fa, ho scoperto che uno dei critici più in
voga, che scrive su uno dei maggiori quotidiani nazionali, in un mese
ha recensito 36 libri. Come ha fatto, non lo so, probabilmente non ha
mangiato, né dormito, chiuso in casa. Ma non ha dedicato
neppure una riga a Eugenio Corti, che in Italia pubblica con i tipi di
una piccola casa editrice e che non riesce a sfondare, come succede
all'estero. Eppure, non tenerne conto sarebbe come sottacere Il Mulino
del Po o i Promessi Sposi. Ma la stampa laica di sinistra non si occupa
di Eugenio Corti.
D.
Una preclusione per motivi risalenti a requisitorie anticomuniste?
R. Non c'è nessuna requisitoria nelle opere di Corti. Il
cavallo rosso, per esempio, come gli altri titoli Processo e morte di
Stalin,, I più non ritornano, Gli ultimi soldati del re, La
Terra dell'Indio, che potrebbe essere il copione di un film, sono
romanzi di tutto rispetto, lirici ed epici. Ne emerge la concezione
cristiana della vita: Corti la descrive, non fa nient'altro. Presenta
la sua esperienza, è capace di avvincere i lettori,
affascinandoli per 700 o 800 pagine.
D.
Come lo presenta Monsignor Maggiolini?
R. Dal punto di vista letterario e religioso. Credo di aver da imparare
da tutti. Ma non modifico nulla sulla concezione cristiana della vita.