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Data: 1999
Autore: Maria Castelli
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Maggiolini e il caso Corti:
"Preclusioni verso gli scrittori cattolici"

RIMINI - Un vescovo al Meeting di Rimini con Massimo Caprara, segretario del leader del Pci, Palmiro Togliatti; con il poeta Davide Rondoni e con Ettore Bernabei, il potentissimo "padrone" della televisione di Stato negli anni passati: è il vescovo di Como, Monsignor Alessandro Maggiolini.

D. Un dibattito incandescente, dati il calibro, la personalità e le provenienze dei relatori?
R. Io sono venuto qui soprattutto con l'intenzione di ascoltare e poi, il messaggio è uno solo: vivendo cristianamente, non cambia la vita. Cambia l'atteggiamento nei confronti della vita. E' un atteggiamento positivo. E' l'atteggiamento di chi riconosce che la vita ha un senso.

D. Possibile che Monsignor Maggiolini rinunci a commenti pastorali o civili, che riguardano società, ideologie e costumi, di fronte ad una platea qualificata e con personaggi che si presterebbero alla polemica?
R. Sono stato invitato per presentare l'ultimo romanzo di Eugenio Corti, scrittore cattolico, residente in Brianza, che non esito a paragonare a Riccardo Bacchelli: fui il primo a recensire una sua opera, Il Cavallo rosso, sull'Osservatore Romano, diversi anni fa. E' un romanzo giunto ormai alla tredicesima edizione, tradotto in francese, tedesco, spagnolo, rumeno. Ma questo romanzo, come tutti gli altri, come lo stesso scrittore, in Italia ha avuto una sorte singolare.

D. E cioè?
R. Pochi giorni fa, ho scoperto che uno dei critici più in voga, che scrive su uno dei maggiori quotidiani nazionali, in un mese ha recensito 36 libri. Come ha fatto, non lo so, probabilmente non ha mangiato, né dormito, chiuso in casa. Ma non ha dedicato neppure una riga a Eugenio Corti, che in Italia pubblica con i tipi di una piccola casa editrice e che non riesce a sfondare, come succede all'estero. Eppure, non tenerne conto sarebbe come sottacere Il Mulino del Po o i Promessi Sposi. Ma la stampa laica di sinistra non si occupa di Eugenio Corti.

D. Una preclusione per motivi risalenti a requisitorie anticomuniste?
R. Non c'è nessuna requisitoria nelle opere di Corti. Il cavallo rosso, per esempio, come gli altri titoli Processo e morte di Stalin,, I più non ritornano, Gli ultimi soldati del re, La Terra dell'Indio, che potrebbe essere il copione di un film, sono romanzi di tutto rispetto, lirici ed epici. Ne emerge la concezione cristiana della vita: Corti la descrive, non fa nient'altro. Presenta la sua esperienza, è capace di avvincere i lettori, affascinandoli per 700 o 800 pagine.

D. Come lo presenta Monsignor Maggiolini?
R. Dal punto di vista letterario e religioso. Credo di aver da imparare da tutti. Ma non modifico nulla sulla concezione cristiana della vita.

 

 

Eugenio Corti